Il dolore
«Noi abbiamo il diritto di entrare»
Parla l’imprenditore che ha acquisito alcuni beni all’asta: aspetto da un anno
MASSA. Quella di Cermec ed Erre Erre è una vicenda complessa, con tanto di risvolti giudiziari e indagini in corso.
Cermec è l’azienda pubblica di smaltimento rifiuti (a detenerne il capitale sono i comuni di Massa e Carrara). Erre Erre è l’impianto che Cermec crea con un socio privato (Delca) allo scopo di chiudere il ciclo dei rifiuti producendo bricchette (leggi: combustibile). Le cose si complicano, Erre erre non è operativa. Quando Ugo Bosetti arriva alla presidenza del Cermec si accorge che i conti non tornano. Tutto confluisce in due inchieste: una su false fatture al Cermec (gli indagati sono Roberto Vaira e Luciano Bertoneri)e l’altra sull’uso di finanziamenti europei per creare, appunto, Erre Erre. Per questo secondo filone, gli indagati sono 19. Bene, ad Erre erre le cose non vanno a gonfie vele, si fanno avanti i creditori a colpi di decreti ingiuntivi, fino all’asta, lo scorso due maggio. La ditta Montalbetti di Varese si aggiudica diversi macchinari. Pochi giorni e viene presentata istanza di fallimento e a luglio arriva la sentenza del giudice Giovanni Sgambati: la Erre Erre è fallita. Pochi giorni dopo, il 26 luglio, l’impianto va in fiamme, poche ore prima che si apra un’udienza davanti al giudice dell’esecuzioni mobiliari. Storia complessa, dunque. Con i comuni interessati a salvare Erre erre, o quello che ne rimane e un privato che ribadisce i suoi diritti.
«Sono qui - spiega l’imprenditore Piero Montalbetti davanti ai cancelli di Cermec- per vedere i macchinari che ho acquistato all’asta, ritengo di avere tutte le autorizzazioni per farlo. Volevo accertarmi - continua - delle condizioni dopo l’incendio». Del resto quella di ieri è una giornata particolare: c’è un’udienza per verificare le richieste di crediti nei confronti di Erre Erre. «Abbiamo chiesto le autorizzazioni - prosegue l’imprenditore - a chi di dovere e stamani (a margine dell’udienza ndr) abbiamo ottenuto il nullaosta a verificare lo stato dei luoghi. Io ciò che ho acquistato l’ho visto solo prima dell’incendio, volevo verificarne le condizioni. Ho comprato un anno fa - conclude - e siamo ancora a questo punto».
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