Il Tirreno

«Il monumento dell’eccidio non si tocca»

di Marco Landini
«Il monumento dell’eccidio non si tocca»

OrianoSpadoni (Pdl) teme il trasferimento della stele di San Terenzo ma il sindaco Grassi replica: era solo un’ ipotesi

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SAN TERENZO MONTI. C’è preoccupazione e malcontento nella località martire di una delle più efferate stragi naziste perpetrate nel territorio comunale fivizzanese nella insanguinata estate del 1944, a seguito di voci che vorrebbero spostare da località «I Pini» il monumento in ricordo delle vittime della strage, per collocarlo in piazza della Libertà nel centro storico di Fivizzano. L’opera realizzata dal compianto maestro Pietro Cascella fu inaugurata nel maggio del 1997 nientemeno che dall’allora presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro, scomparso recentemente.

Nell’agosto del 1944, alla vigilia della ritirata dall’Italia delle truppe tedesche, furono purtroppo molti gli eccidi perpetrati nel nome della caccia ai partigiani: in tale scenario,la Lunigiana, al pari di altre località italiane, pagò un altissimo tributo di sangue.

A farsi portavoce dei timori e delle istanze degli abitanti della località e soprattutto dei membri del Comitato vittime civili è il consigliere comunale di minoranza del Pdl, Oriano Spadoni che sulla vicenda dichiara «ho raccolto da tempo elementi sufficienti su questo incredibile tentativo di privare i cittadini di San Terenzo di quanto loro appartiene sotto tutti i profili, iniziando dagli affetti e dalla memoria, che mi hanno indotto a presentare il primo marzo scorso una specifica interpellanza con la quale chiedo ufficialmente al sindaco di Fivizzano,Paolo Grassi di riferire quale siano le intenzioni dell’amministrazione comunale sulla vicenda del monumento dello scomparso maestro Cascella».

E ad addensare nubi sulla questione così come asserisce Spadoni «la constatazione che l’amministrazione comunale ha tolto dall’ordine del giorno del consiglio comunale che si svolgerà oggi senza darne giustificazione alcuna,la mia interpellanza sulla vicenda;questo è gettare benzina sul fuoco e ne chiederò conto durante l’assise».

Commento finale dell’esponente del Popolo della Libertà in consiglio comunale è che «quell’opera monumentale è dei cittadini di San Terenzo Monti: loro hanno titolo di averla perché rappresenta la loro storia e hanno lottato anni per raccogliere il denaro per pagare il monumento e acquistare il terreno su cui erigerlo. Inoltre sono stati tanto in gamba nel riuscire a far giungere nel borgo l’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro mentre nel capoluogo non ha messo piede».

Interpellato sull’argomento, il sindaco Grassi però precisa: «Circa un anno fa avevo considerato l’ipotesi, subito scartata, in merito allo spostamento del monumento. Ma non c’è nulla di concreto e solo adesso qualcuno si rammenta, chissà a quale scopom di questa cosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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