Trasporti
Spezia diventa capitale del commercio
Un centro commerciale di dimensioni monstre con un investimento di 150 milioni dopo il Centroluna e il Leclerc
LA SPEZIA. Un investimento di 150 milioni di euro con una previsione di 700 nuovi posti di lavoro (escluso ipermercato e indotto), 102 negozi su una superficie di 38600 mq, di cui 60 marchi nuovi per la realtà cittadina e 37 unità aperte in franchising o a marchio proprio di imprenditori locali (quindi un mix di offerte davvero sostanzioso), un ipermercato Ipercoop di 11.700 metri quadrati, 16 tra ristoranti e bar (definita "food court" cioè un grande spazio con sedute dove si possono assaggiare focacce, pizze, farinata, sushi e bistecche, pollo, piadine, gelati), un fitness club con piscina interna e un parcheggio coperto gratuito di 2000 posti auto. E poi ancora: per costruirlo sono state impiegate 650.000 ore uomo, ci sono 230 chilometri di cavi sparsi in tutto il centro, 120 le imprese appaltatrici che hanno lavorato alla costruzione del centro, 280 le imprese che hanno lavorato per realizzare i negozi. I numeri sono quelli del centro commerciale “Le Terrazze” della Spezia, nato da una joint venture tra Sonae Sierra e Ing Real Estate, presentato alla stampa ieri mattina ma da oggi ufficialmente aperto. Il risultato architettonico è di sicuro impatto, una struttura moderna, piacevole (all'interno anche un grande ed originale affresco che ritrae paesaggio e personaggi locali, realizzato dal pittore Patrick Commecy, celebre moralista francese) che tiene conto della tecnologia innovativa dedicata al risparmio energetico.
"Le Terrazze - hanno detto con particolare enfasi i rappresentanti di Sonae Sierra Ana Guedes Oliveria, Pietro Malaspina Jerry Boschi, e Michele Latora di Ing Real Estate - è il primo centro commerciale nel mondo ad aver ottenuto in fase di costruzione sia la certificazione per la salute e la sicurezza sia la certificazione ambientale ISO 14001».
Il 99% del materiale avanzato nella costruzione è stato riciclato, le luci del centro sono a forte risparmio energetico. L'Ipercoop spezzina si caratterizzerà, oltre che per attenzione al risparmio energetico (la sola chiusura del reparto surgelati con ante scorrevoli adottato anche per banchi di salumi e latticini a libero servizio produrrà un risparmio di 100.000 kw all'anno, ovvero 23 tonnellate di petrolio), per una forte attenzione ai prodotti del territorio. «Ci sarà uno spazio con prodotti scelti assieme a Eataly - ha precisato Ivan Poggi direttore dell'Ipercoop - e anche un grande spazio dedicato ai prodotti della Lunigiana, della Garfagnana e della provincia spezzina ed abbiamo in programma anche la realizzazione diverse attività di presentazione e degustazione».
Il centro, che ha l'ambizione di essere il più grande centro commerciale della provincia della Spezia, con un bacino di attrazione pari a 210.000 abitanti, avrà probabilmente le sembianze del pescecane per i centri commerciali limitrofi (Leclerc Conad è a Santo Stefano, cioè a 12 chilometri, mentre il centro commerciale Centroluna di Sarzana dista solo 20 chilometri). Un investimento di questa portata in tempo di crisi, può sembrare un azzardo, ma non per gli investitori (Sonae Sierra, InG e Coop Liguria). «Quando si investe in un centro commerciale di questo tipo si investe su un territorio e quindi gli obiettivi che ci poniamo sono a medio lungo termine. E il nostro obiettivo - hanno detto - è quello di offrire la migliore qualità ad un prezzo più basso. E poi era anomalo che una città come La Spezia non avesse un centro di questo tipo, in questo modo si riequilibra un flusso in uscita che era oltre il 30%. Certo ora ci sarà per tutti maggiore concorrenza ma questo non è detto che uccida il commercio cittadino o quello degli altri centri. Noi crediamo invece che "Le Terrazze" possa rivitalizzare tutto il comparto».
E nella vicina provincia di Massa-Carrara? A questo punto si potrebbe pensare che quei progetti di turismo di qualità (la Lunigiana e i castelli, la card turistica, l'accoglienza diffusa) possano diventare realtà e magari sfruttare le affluenze che la provincia spezzina, ormai sempre di più l'area dello shopping, può richiamare con l'offerta commerciale. Una cosa è certa: gli investitori che hanno realizzato il centro spezzino hanno categoricamente affermato che nella costa tirrenica da Carrara a Livorno non sono previsti loro investimenti. (f.r.)
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