Il dolore
Perdite e infiltrazioni alla piscina nuova
Per l’assessore Brizzi il livello dell’acqua è troppo alto, ma per il direttore è il Comune che deve rifare alcuni lavori
MASSA. Ti stai mettendo il costume per goderti una bella nuotata in piscina, alzi lo sguardo verso il soffitto dello spogliatoio e, sorpresa, una macchia fa mostra di sè, con tanto di goccioline di umidità. Non può essere vero: gli operai, con cazzuola e cemento, se ne sono appena andati, l’impianto dovrebbe funzionare al meglio, invece qualcosa già non va.
Le vasche (la più grande in particolare) per anni hanno fatto i conti con la “cattiva salute”: perdite, infiltrazioni. Poi finalmente sono arrivati i lavori (i più importanti e corposi, realizzati dal Comune), dopo una pausa la piscina riapre i battenti e i problemi non si fanno attendere. E certo non sfuggono alle decine, centinaia di occhi attenti. Quelli degli appassionati dell’acqua che un impianto funzionante al 100% lo aspettavano da anni.
La conferma che qualche intoppo c’è arriva dallo stesso Fabrizio Brizzi, assessore ai lavori pubblici: lunedì, con tanto di tecnici, ha organizzato un sopralluogo in piscina e rilevato ciò che non va. Così di problemi ne è emerso un altro: perchè, mentre per Palazzo civico tutto dipende da un non corretto flusso dell’acqua (tradotto: vasche troppo piene), per Rudy Goldin, direttore della piscina per conto della Butterfly (nuovo gestore) le cose stanno in tutt’altro modo.
Il direttore che, da nuotatore di fama, di piscine dovrebbe intendersene, non ha dubbi: «Le canalette di raccolta dell’acqua sono sottodimensionate e gli agganci non correttamente impermeabilizzati». Lavori fatti dal Comune e su cui, secondo Goldin, sarebbe il caso di rimettere mano.
Per l’assessore, invece, la questione è un’altra: «Il livello dell’acqua in vasca è alto e quando molte persone entrano, aumentando il volume, trasborda a tal punto che non è sufficiente la griglia di raccolta. L’acqua si distribuisce anche nella zona in cui prima si trovava la tribuna, zona non impermeabilizzata e al di sotto della quale si trova lo spogliatoio maschile. È necessario, quindi, per evitare l’umidità nel solaio,intervenire sul flusso delle acque ». Cosa che il direttore, però, non è disposto a fare: «Nuoto da 21 anni, di piscine ne ho viste tantissime, l’acqua deve essere a sfioro per garantire il continuo riciclo». Insomma, deve uscire dalla vasca anche quando all’interno non c’è nessuno perchè - prosegue Goldin - «solo così è si evita che la piscina diventi uno stagno, si regolano la clorizzazione e la temperatura. Non può essere ridotto il livello. C’è da intervenire sulle tubature». Posizioni difficilmente conciliabili. La decisione spetta ai tecnici, a chi ama la piscina, per ora, non rimane che “godersi” le macchie nello spogliatoio.
Chiara Sillicani
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