Il Tirreno

Operai in strada a difesa dell’articolo 18

Operai in strada a difesa dell’articolo 18

I dipendenti del Pignone bloccano il traffico per mezz’ora: nessuno tocchi i nostri diritti

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MASSA. Gli operai del nuovo Pignone lasciano il lavoro, escono in strada e bloccano il traffico all’altezza della rotonda sul viale Vecchio.

È il loro modo di dire no ad una riforma del lavoro, quella in discussione proprio in questi giorni, che - agli occhi della Cgil - priva di diritti importanti e segna un passo indietro nella storia delle conquiste e delle lotte nel mondo del lavoro. La protesta matura nell’ambito delle iniziative volute e promosse dalla Fiom che ieri, a difesa dell’articolo 18, ha proclamato due ore di sciopero alla fine di ogni turbo di lavoro. E se nel pomeriggio, dalla 14 alle 16, a spiegare perchè i cittadini - e i giovani in prima linea - l’articolo 18 devono difenderlo, sono stati i lavoratori dei Nuovi Cantieri, il mattino il grido di allarme è stato lanciato dagli operai del Pignone, sostenuti, non solo da Fiom , ma anche dalla Uilm. Alle 11,30 hanno lasciato lo stabilimento e sono rimasti in strada per oltre mezz’ora bloccando il traffico, particolarmente intenso a quell’ora del mattino. Completamente intasata la rotonda.
Le contestazioni mosse dagli operai, di fronte alle proposte di riforma avanzate dal ministro Fornero, non riguardano soltanto l’articolo 18 «che verrà distrutto - come spiega la Cgil nel volantino diffuso - ma anche la riforma degli ammortizzatori sociali».

Gli operai temono tagli pesanti che ledano le garanzie di chi è costretto ad uscire dal mondo del lavoro: «La cancellazione dell’indennità di mobilità - si legge ancora nel volantino - della cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività e un taglio all’indennità monetaria di tutti gli istituti».

La proposta avanzata dai lavoratori e dalla Fiom è quella di «abbattere realmente la precarietà rinunciando a tutte le forme di assunzione che mascherano il lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’obbiettivo è un vero contratto nazionale di lavoro universale».

Insomma, un presidio volto non solo alla protesta, ma anche alla proposta e all’informazione «perchè i giovani siano consapevoli che rischiano di perdere diritti importanti e di fare i conti con gravi passi indietro nel campo del lavoro».

Il presidio si è sciolto senza tensioni o problemi per ricostituirsi, nel primo pomeriggio, a Carrara ai nuovi Cantieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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