La manifestazione
Musica rock e rose rosse per l’addio a Simone
In chiesa il gruppo in cui suonava il 31enne ha intonato i Red Hot Chili Peppers L’appello delle sorelle: fate una donazione all’Opa, in memoria del nostro Simo
CARRARA. Le struggenti note della ballata rock “Under the bridge” dei Red Hot Chili Peppers, per l’ultimo saluto, quello più triste, a Simone Rossi, il 31enne che soffriva di una malattia rara, la sindrome di Marfan, stroncato sabato scorso da un malore mentre si trovava a casa della fidanzata.
Quella canzone, una delle preferite da Simone, l’hanno suonata con le lacrime agli occhi, accanto all’altare della chiesa della Sacra Famiglia gli amici del gruppo Sound & confort.
Davanti a una fotografia gigante di “Simo”, proprio mentre imbracciava il suo basso. Quasi ci fosse anche lui insieme a loro, a intonare quel brano così intenso.
E’ stato un momento di grande commozione, tutta la chiesa, gremita, ha applaudito a lungo i ragazzi, gli amici di Simone.
Hanno poi preso la parola le sorelle del giovane, le gemelle Alessia e Arianna.
«Simone lo conoscete, era uno che parlava poco, ma quando parlava metteva tutti a tacere - hanno ricordato - Oggi è la sua festa, non ci vorrebbe vedere piangere, non ci vorrebbe vedere così distrutti dal dolore, anzi si arrabbierebbe proprio. Dobbiamo farci forza per lui. E chi ha voglia di fare qualcosa, in sua memoria, può fare una donazione per la ricerca contro la sindrome di Marfan all’Opa. In quell’ospedale ci hanno trattato come persone di famiglia, non lo dimenticheremo mai. Ciao Simo».
E anche dopo queste parole la chiesa si è sciolta in un lungo applauso, mescolato alle lacrime.
A testimonianza del grande legame di affetto fra la famiglia di Simone e l’Ospedale pediatrico apuano c’è, accanto a quello degli amici e dei parenti, il cuscino di rose rosse del reparto adulti dell’Opa. Le stesse rose rosse ricoprono la bara del giovane.
Tutta la città ha voluto dare l’ultimo saluto a Simone Rossi: la chiesa in piazza Menconi a Marina non ce l’ha fatta a contenere tutti.
In tanti hanno stretto in un abbraccio il padre di Simone, Erberto, ex infermiere, che con grande dignità ha affrontato l’enorme dolore, e la fidanzata Stefania.
Toccanti sono state le parole del parroco che ha officiato il rito funebre, don Ezio Gigli. «Simone ci ha fatto un grande regalo - ha esordito il parroco- Tutti abbiamo una vita frenetica, mille impegni, ma oggi siamo riusciti ad essere qui, presenti, per salutare il nostro caro. Ci si pongono tante domande quando muore un giovane, le stesse che molti di noi si sono fatti in questi giorni, dopo la morte dei bambini belgi sul pullman che si è schiantato in galleria, e di quelli uccisi nella strage di Tolosa. Ci chiediamo dov’è Gesù, e lo facciamo anche oggi davanti alla tragica fine di Simone: ma la risposta arriverà solo nella vita eterna quando ci ritroveremo in Dio».
Dopo l’addio a Simone, in una piazza Menconi gremita è stato steso a terra lo striscione: non ti scorderemo mai. In un silenzio davvero irreale©RIPRODUZIONE RISERVATA
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