Sicurezza
Vuoi la casa? Mutuo capestro o negato
Il presidente della Fiaip: «Le giovani coppie non riescono ad avere prestiti. Prezzi stabili ma mercato immobiliare fermo»
CARRARA. Mercato immobiliare in stallo nella nostra provincia. E anzi, con molti elementi di preoccupazione secondo il presidente provinciale della Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari professionali, Felice Caliolo. «C’è una vera e propria stagnazione degli immobili in vendita. I dati dell’Agenzia del Territorio si basano sulle medie, la realtà è peggiore, il settore va male».L’Agenzia del Territorio ha reso noto il quadro nazionale e a livello di province, delle compravendite dell’ultimo trimestre 2011 e la sintesi annua; e i risultati dell’osservatorio Omi sulle quotazioni degli immobili del secondo semestre 2011.
Le compravendite. Per quanto riguarda le compravendite, a livello nazionale nel comparto residenziale (le case) risulta che nell’ultimo trimestre 2011 c’è stato un aumento dello 0,6% (nei capoluoghi mentre gli altri comuni hanno cali) ma nell’intero anno una flessione del 2,2% (sia nei capoluoghi che nei Comuni minori).
Andamento ondivago nella nostra provincia, da un trimestre all’altro. A fine 2011 l’Agenzia ha “disegnato” un territorio apuano dove dal terzo al quarto trimestre sono diminuite le compravendite di case (da 845 a 604 in controtendenza rispetto alle altre province toscane), ma con valori positivi nel capoluogo di Massa (da 133 a 177). Comunque un trend in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2010.
I prezzi dal primo al secondo semestre 2011. Per quanto riguarda i prezzi delle case, a Carrara la situazione è a macchia di leopardo secondo l’Agenzia del territorio.Rialzi attorno ai cento euro e metro quadrato: a Marina per case (3.200 euro/mq.) e villini (3.400) in ottimo stato o case economiche (2.200); in centro città, Avenza, Fossola, Nazzano, Bonascola rialzi sui villini in ottime condizioni (3.200 euro/mq.); al Marasio-Monteverde stesse quotazioni sui villini.
Invariati i prezzi delle case alla periferia (zona industriale:fra i 1.800 e i 1.900 euro a metro quadro) e nell’area cave-Campocecina (1.500-2.100 euro a seconda che si tratti di case o ville). Invece nei paesi come Sorgnano, Torano, Codena, Moneta lievi rialzi sulle case economiche (1.600 euro).
Giovani coppie col sogno della casa e l’incubo della banca. Uscendo dai meri numeri, il presidente provinciale della Fiaip, Caliolo, spiega che «sicuramente le aree apuane che risentono meno della flessione sono quelle turistiche. Ma in ogni caso sono molto limitate le operazioni che si concludono con particolare riferimento al residenziale. La giovane coppia che vuole uscire dall’affitto e comprarsi la casa, viene all’agenzia, poi si ritrova davanti al muro delle banche che non erogano più i prestiti. 15 anni fa per acquistare si doveva avere almeno il 30-40% di denaro disponibile, e il resto lo metteva la banca. Risiamo a quelle situazioni. Inoltre – aggiunge Caliolo – sul fronte delle compravendite, i singoli trimestri possono oscillare ma alla fine non ci sono grossi aumenti di prezzi. Penso che le zone che si salvano ancora sono quelle delle città storiche e universitarie come Firenze e Pisa. Secondo me, “tirano” le zone del Senese dove c’è un mercato con l’estero».
E nella Lunigiana storicamente presa d’assalto da inglesi e altri stranieri che acquistavano case? «Non è più così. La Lunigiana è piena di case in attesa di acquisto. Il settore immobiliare è stato l’ultimo a risentire della crisi ed è l’ultimo a ripartire. Mettiamoci anche i balzelli Ici, Imu e via discorrendo. Un tempo i clienti che volevano comprare casa non si ponevano questi problemi, ora la prima cosa che ci chiedono è quanto pagheranno di imposte comunali. E’ sparito il cliente medio, si allarga la forbice fra chi ha soldi da spendere e chi no. Così i i tempi di vendita di una casa diventano molto lunghi. Un tempo – conclude Calioli – veniva il turista al mare e pensava di poter comprare appartamenti a prezzi stracciati, invece i prezzi sono rimasti fermi a parte qualche forte sconto che però non rappresenta il mercato».
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