Sicurezza
Asl, la scure dei tagli per altri venti posti: allarme della Uil
Il segretario Claudio Salvadori: non ci sono più i turn over «Abuso di potere dell’azienda, faremo un’azione legale»
CARRARA. Allarme per i posti di lavoro all’Asl. A lanciarlo è il segretariio della Uil Sanità, Claudio Salvadori. «La riduzione delle ore alle cooperative che svolgono servizi in appalto per l’Asl - spiega Salvadori - comporterà la perdita di almeno altri 20 posti di lavoro e sta determinando gravi disagi per alcuni operatori costretti a trasferimenti e cambi di mansioni che sembrano coinvolgere anche chi presenta invalidità che creano notevoli disagi ai lavoratori ed ai servizi». «La mancanza di turn over e l'ottusa politica aziendale, dove si continua a dire che tutto va bene crea dei disagi non più sostenibili - tuona il segretario della Uil - Ci sono infermieri che prestano servizio anche in tre reparti per mattina, che vengono chiamati in ogni momento senza essere reperibili. Abbiamo programmato un incontro con i nostri avvocati per stabilire le azioni da intraprendere, visto che possiamo ipotizzare il reato di abuso di potere, mancata pari opportunità ed una evidente disparità di trattamento fra professionisti». «Abbiamo proposto- continua - di istituire le pronte disponibilità ed un gruppo per area di lavoratori che attraverso le prestazioni aggiuntive possono sopperire a gravi carenze, che ricordiamo sono colpa di chi ad oggi non è stato chiamato a rispondere e che vengono subite da lavoratori e utenti, ma l'azienda non ci sente e continua a sfruttare i lavoratori. Abbiamo chiesto che ci venga fornito un elenco dei progetti aziendali con motivazione e che la formazione (che muove 600mila euro circa all'anno) sia svolta con trasparenza e pari opportunità, cosa che ora non avviene».«Abbiamo bisogno che venga definito al più presto il Pal e chiediamo di partecipare in quanto addetti ai lavori e rappresentanti dei lavoratori alla sua stesura - conclude Salvadori - Il futuro assetto della sanità viene deciso da "profeti della cattedra”, persone che hanno più dimestichezza con le sedi dei partiti politici e con gli uffici dirigenziali che con le corsie, le sale operatorie ed i luoghi di cura in generale. La totale disorganizzazione non è più da considerare frutto del caos dopo il commissariamento, ma bisogna chiedersi se chi riveste incarichi di responsabilità debba continuare a ricoprirli. Ricordiamo che i loro stipendi sono pagati da quella collettività e dai ceti più deboli che risentono maggiormente della loro incompetenza».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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