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Tresana, tornano i periti della Snam per i risarcimenti

Tresana, tornano i periti della Snam per i risarcimenti

Mercoledì nuovo appuntamento dopo l’esplosione. Il sindaco: spero che sia la volta buona

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TRESANA. Continuano gli incontri tra i tresanesi danneggiati dall'esplosione del metanodotto e i periti delle assicurazioni che coprono la Snam.

Mercoledì prossimo è atteso un altro confronto tra i cittadini e gli agenti, che scenderanno per la terza volta in Lunigiana per raccogliere tutte le informazioni sul disastro del 18 gennaio scorso e sulle conseguenze che questo ha avuto sulla vita di molti abitanti.

La speranza è che si tratti dell'incontro finale per arrivare il prima possibile a parlare di rimborsi.

«L'augurio è che sia l'ultima volta – conferma il sindaco Oriano Valenti – d'altra parte è stato necessario più di un incontro sia per la delicatezza della questione, sia perché non tutti i cittadini sono riusciti a terminare in tempo le proprie perizie di parte e a consegnarle agli agenti delle assicurazioni. Sono situazioni complesse nelle mani di alcuni professionisti locali che si sono trovati a dover redigere in certi casi anche quattro o cinque perizie diverse. Un gran lavoro».

Un altro fronte da cui potrebbero arrivare buone nuove per gli abitanti danneggiati è la Regione Toscana.

Da quel 30 gennaio in cui il presidente Enrico Rossi visitò Tresana e dichiarò lo stato d'emergenza i contatti sono continuati ed è arrivata la conferma che da Firenze si faranno carico di anticipare le spese di chi ha perso casa e averi in attesa che la macchina dei risarcimenti faccia il proprio corso.

«Anche in questo caso sto aspettando di incontrarmi di nuovo – illustra Valenti – con il presidente Rossi e con la dottoressa Sargentini (Maria, responsabile regionale della Protezione Civile, ndc), ma sembra proprio che la Regione si farà carico di anticipare alcuni fondi per i danneggiati. Devo dire che da questo punto di vista non ci siamo mai sentiti soli, e c'è disponibilità a fare un ulteriore sacrificio per la Lunigiana che in questi mesi ha veramente vissuto un'emergenza dietro l'altra».

Difficile stabilire di quali cifre si parli di preciso, ma basta solo il dramma della famiglia Ringozzi che dovrà ricostruire ex novo la propria abitazione per far pensare ad un intervento comunque cospicuo.

«Beh, un'idea se la sono fatta di certo - dice il primo cittadino – ma è prematuro parlare di numeri. Oltre alla casa dei Ringozzi ci sono altre due o tre seconde case che hanno bisogno di lavori, più tutto il resto».

A quasi due mesi precisi quindi la sensazione è che finalmente possa arrivare un aiuto concreto ai cittadini di Mulino, ancora scossi dal boato e dalle fiamme che si stagliavano sopra le case e che hanno spezzato la giovane vita di Georgi Dimitrov.

Tra le richieste che il Comune di Tresana ha fatto a Snam c'è anche quella di spostare la giunzione tra le due condotte dove si è verificato l'incidente. Perché vivere vicino a quel metanodotto oggi è diventata una preoccupazione costante.

Andrea Bonatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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