Il Tirreno

«Lotta al clientelismo che uccide la nostra città»

«Lotta al clientelismo che uccide la nostra città»

Laquidara presenta la candidatura sostenuta da Pdl, Destra, Nuovo Psi e Dc «Zubbani vuole rilanciare Carrara? Ma scusa, gli chiedo, nfina mo, n’do t’er?»

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «E nfina mo n'do t er…t'a piat la ricorsa?»: così, con una battuta in carrarino stretto, Lanmarco Laquidara, candidato sindaco per il Pdl, la Destra, il Nuovo Psi e la Dc di Rotondi ha lanciato ieri la sfida all'amministrazione uscente, sottolineando che dopo cinque anni di governo della città, Angelo Zubbani e i suoi alleati parlano ancora di rilanciare Carrara, con uno slogan che dopo essere apparso sui manifesti delle precedenti consultazioni, torna su quelli della nuova campagna elettorale. L'occasione è stata la presentazione in Comune della coalizione che sosterrà Laquidara: il capogruppo Pdl sarà appoggiato da una sola lista, che riunirà il suo partito di riferimento, il Popolo delle Libertà, La Destra, il Nuovo Psi e novità di ieri, la Democrazia cristiana. A sostenere la candidatura di Laquidara sono arrivati a Carrara l'onorevole Lucio Barani (Nuovo Psi), il senatore Roberto Ulivi (La Destra) e Jacopo Ferri coordinatore provinciale e consigliere regionale del Pdl che, come il loro candidato sindaco, non hanno risparmiato frecciate al primo cittadino uscente. Particolarmente duro Lucio Barani che, riferendosi al suo ex compagno socialista Zubbani, lo ha accusato di essersi lasciato mettere «le manette dai comunisti» e di voler lanciare «la grande coalizione, sganciandola come una bomba atomica che distrugge la città».

Non sono mancati ovviamente i riferimenti più o meno diretti al caso-Caffaz, candidato sindaco del Pdl alle precedenti amministrative oggi «migrato» con Luciano Tonarelli e Iginio Dell'Amico nella coalizione di Zubbani: «Il nome di Laquidara è una scelta che mi inorgoglisce perché rappresenta la coerenza e la continuità del Pdl», ha sottolineato Jacopo Ferri, ammettendo che il processo di selezione del candidato non è stato affatto semplice ma ha «rispettato i valori del partito».

Ma le critiche hanno riguardato anche gli altri aspiranti alla poltrona di sindaco di Carrara: Laquidara ha dichiarato apertamente infatti che oltre a lui e al primo cittadino uscente, c'è solo un altro candidato realmente "eleggibile" (ovvero Claudia Bienaimè, ha lasciato intendere senza citarla esplicitamente Laquidara), definendo tutti gli altri avversari «persone che si sono svegliate una mattina e hanno deciso all'improvviso di candidarsi a sindaco». E a chi gli chiedeva quale sarà la sua linea in caso di ballottaggio Laquidara ha risposto: «Queste sono cose che si decidono con il partito, certo è che se noi non dovessimo arrivarci, non staremo mai dalla parte di Zubbani». Archiviate polemiche e critiche, il candidato ha anticipato alcuni punti del programma: «La priorità è la lotta al clientelismo che uccide la competitività e il merito», ha detto Laquidara accusando l'amministrazione uscente di essersi costruita il consenso promettendo posti di lavoro. Una pratica questa che secondo l'aspirante primo cittadino ha fortemente intaccato il bilancio comunale soprattutto con assunzioni e nomine alle partecipate: su questo si è ripromesso di intervenire Laquidara se sarà eletto sindaco, per far quadrare i conti di piazza Due Giugno, parallelamente a una revisione delle tariffe e dei canoni del lapideo da adeguare, ha detto l'esponente del Pdl, alla rendita dei vari materiali. Tra le altre proposte, un referendum sul progetto del porto turistico e infine un cambio di linea drastico sulla sanità. «Se Zubbani vincerà di nuovo la sanità locale sarà azzerata», ha attaccato ancora il candidato del Pdl, schierandosi in difesa del monoblocco carrarese.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web