Sicurezza
La filiera del marmo? All’ex Enichem
Approvato il nuovo piano strutturale. Le novità: arriva un centro benessere a San Martino, e alla Covetta si costruisce
CARRARA. Una città che cambia pelle. Apre agli investitori privati pronti ad insediarsi sul territorio, dal complesso ex Enichem, procedendo per lotti, quindi in tempi stretti per quel che riguarda le porzioni dei 17 ettari già bonificate, fino alla vecchia manifatturiera Tabacchi fino al complesso industriale di viale Galilei. «Auspicando - ha sottolineato il sindaco - che ci siano imprenditori più illuminati di quelli che hanno lasciato a metà tanti progetti, dal Mediterraneo al Marble hotel».
Ma, soprattutto una Carrara che difende il suo centro storico, pensando a delocalizzare, ad esempio a San Martino, una buona parte dei servizi, e tutela il verde pubblico (Villa Ceci dovrà essere, ad esempio all’85% per parco pubblico) offrendo allo stesso tempo la possibilità di recuperare il patrimonio edilizio esistente. Ma anche una città dove sarà possibile anche di costruire un po’ di più. Dove? Nella zona della stazione, destinata ad essere totalmente riqualificata, ma anche alla Covetta (il coefficiente di costruzione qui sarà pari al 20% )e a San Martino (nel 40% dell’area).
Sono questi alcuni dei punti centrali del piano strutturale approvato nell’ultimo consiglio comunale con i voti compatti della maggioranza (era assente Maria Mattei) e quelli contrari di Laquidara, Bruschi e Ilari (consiglieri del Pdl).Si sono astenuti Caffaz, Silvia Vanelli e Iginio Dell’Amico.
Un piano che andrà a sostituirsi a quello datato 1997, con tantissime novità che toccheranno i punti nevralgici del territorio intero.
«Un grande risultato politico».
Per il sindaco Zubbani e l’assessore all’urbanistica Andrea Vannucci, l’approvazione del piano strutturale, proprio in dirittura d’arrivo dell’attuale amministrazione, è un segnale politico importante. Soprattutto alla luce dell’appuntamento elettorale del 6 maggio. E hanno voluto sottolinearlo in una conferenza stampa convocata, per l’occasione, ieri a Palazzo civico.
«Tutta la maggioranza, a quattro giorni dalla data in cui il consiglio comunale ridurrà i suoi poteri ha dato prova di compattezza e di coesione - ha ribadito Zubbani - Proprio adesso che si vedono in tutta la Toscana situazioni assai complesse, l’amministrazione carrarese ha superato la prova per quel che riguarda la coesione politica. Adesso l’ambizione è di ridisegnare la città, stimolando gli investimenti nelle zona di trasformazione». «Con Zubbani nel 1998 siamo stati fra i promotori dell’Ulivo - ha ricordato l’assessore Vannucci - Al primo punto del programma avevamo messo le modifiche al piano strutturale. Da allora abbiamo percorso strade diverse e ora, dopo 14 anni, ci ritroviamo insieme a licenziare il nuovo piano. Un traguardo importante».
Ecco come cambierà la città. Cinque le direttrici fondamentali, che vengono indicate nel piano strutturale come aree di trasformazione, da cui passerà il futuro della città. Da San Martino a villa Ceci, dall’asse lungo il Carrione (dove ora ci sono le segherie, anche quelle dismesse) fino alla stazione (sopra e sotto) e all’area Enichem. Tante le rivoluzioni in vista che potranno essere comprese nelle maglie, o meglio nei contorni dello strutturale. Vediamole nel dettaglio:
Segherie e laboratori, per far decollare la filiera del marmo, nell’area ex Enichem: «Qui si andrà avanti a lotti e a giorni chiederò un incontro con la Syndial per accelerare la bonifica del terreno» ha annunciato il sindaco.
E poi un percorso ritrovato lungo l’asse del Carrione, con la priorità di creare una pista ciclabile all’ex Marmifera. E poi la zona di San Martino destinata ad ospitare residenziale e servizi: centri sportivi e, anche il progetto ambizioso di una Spa, ossia un centro benessere attrezzato, alle porte della città, e un parcheggio coperto.
Sono questi alcuni dei progetti destinati a decollare, con il contributo dei privati, grazie al nuovo piano strutturale.Cambierà volto anche l’asse a sud dell’Aurelia, in località Anderlino: ma solo sul fronte, dove potranno trovare spazio spazi commerciali e espositivi. «L’attività agricola di quella zona, come avevamo più volte ripetuto, sarà salvaguardata» ha precisato l’assessore Vannucci.
E per quel che riguarda l’area della Covetta: «E’ previsto un residenziale di basso impatto (pari al 20%) che consentirà di recuperare spazio per il verde e la viabilità con la cessione, obbligatoria, del 30% delle aree al Comune». Niente cemento, infine, sulle colline: rientrano nelle zone intoccabili, quelle dove - hanno assicurato Zubbani e Vannucci, non si potrà nel modo più assoluto costruire ex novo.
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