Attenzione
Invalidi, è scoppiata la guerra dei pass
Il consigliere Carmassi: «Non tutti ne hanno diritto». I parenti dei disabili defunti dovranno restituire il cartellino ai vigili
MASSA. La sentenza della Cassazione che stabilisce l’obbligo di pagare i parcheggi blu anche per i disabili sta scatenando il caos. Soprattutto a Massa. L’altro giorno un uomo con grossi problemi di deambulazione si è visto affibbiare una multa per aver lasciato la sua vettura nell’area sottoposta a parchimetro: «Non c’era il posto riservato ai disabili e dovevo scendere per sbrigare una commissione. Il vigile, una donna, non ne ha voluto sapere delle mie spiegazioni. E mi ha multato».
Questo episodio è soltanto la punta dell’iceberg di una situazione che sta creando più di un malessere. E che apre le porte a un fenomeno tutto massese. «I pass per invalidi - racconta il consigliere comunale di maggioranza e responsabile dell’Associazione famiglie portatori di handicap, Daniele Carmassi - sono tremila. Sono tanti, anche perché spesso se ne abusa. Nei prossimi giorni il comando dei vigili urbani manderà una lettera alle famiglie dei disabili che sono defunti e chiederà la restituzione del permesso. I parcheggi riservati sono pochi e quindi bisogna che siano a disposizione di chi ne ha effettivamente bisogno».
L’impegno di Carmassi però non si ferma qui. La commissione che presiede si sta occupando di un ordine del giorno che chiederà all’amministrazione Pucci di derogare alla sentenza della Cassazione e quindi di concedere il parcheggio libero anche all’interno delle linee blu: «Questa è la soluzione - continua - che ci permetterebbe di risolvere il problema dei pass senza troppi affanni. Perché anche noi abbiamo avuto segnalazioni di disabili che non sanno più dove mettere la macchina perché qualcuno ha occupato il posto che dovrebbe essere assegnato loro per legge. Chissà poi se chi parcheggia in quegli spazi ne ha davvero bisogno?».
Domanda che poi è la vera nota dolente. Troppi pass alla fine diventano un’arma a doppio taglio: sono un privilegio per chi potrebbe farne a meno (o per chi non ne avrebbe diritto) e sono un ostacolo per quelli che hanno grossi problemi di deambulazione. «In Europa stanno studiando il doppio permesso, quello di fascia A (per chi non cammina) e quello di fascia B (per chi ha problemi ma è autosufficiente). Ci dovremo arrivare anche noi , ma la strada è lunga. Per questo dico di cominciare dal punto di partenza e cioè dalle commissioni sanitarie che rilasciano gli attestati per ottenere il pass. È un problema serio, soprattutto adesso che i parcheggi a pagamento sono diventati tali anche per noi disabili».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
