Il dolore
Il crocefisso ha lasciato S. Lucia
Portato a termine il delicato trasloco dell’opera dalla chiesa duramente colpita dal terremoto
MASSA. L'antico crocifisso, che fino a ieri campeggiava nella chiesa di Santa Lucia di Borgo del Ponte, ha cambiato casa - in attesa delle ristrutturazione della parrocchia duramente danneggiata dal terremoto - e si è trasferito al Museo Diocesano. Il trasloco è avvenuto ieri mattina grazie ad una delicata operazione svolta dai vigili del fuoco, con il supporto della polizia municipale e della scientifica. Ad assistere anche la restauratrice, Laura Briganti, il Parroco, Don Lorenzo e qualche fedele.
Quasi cinque metri di altezza e tre di larghezza, il crocifisso è una scultura di legno intagliato e dipinto, di immenso valore artistico. L'artista è sconosciuto ma si suppone risalga al XVI secolo e che sia stato commissariato dalla stessa famiglia Malaspina per, appunto, creare un crocifisso per l'Aula del Regio Tribunale di Massa. È un'opera originale, con caratteristiche peculiari che lo distinguono dagli altri crocifissi della cultura occidentale-mediterranea, come la minuziosità di dettagli o il colore dei capelli e della barba rossiccio - normalmente, nella cultura europea, barba e capelli sono marroni.
Ma, oltre al grande valore culturale, il crocifisso ha un immenso valore religioso per gli abitanti del Borgo del Ponte. Da sempre ospitato nella Chiesa di San Martino (sempre a Borgo del Ponte), nel 2007, dopo il restauro, è stata trasferito nella Chiesa di Santa Lucia, che ancora non aveva un crocifisso, con la grande soddisfazione dei frequentatori della parrocchia. Ma poi il terremoto, la chiusura della chiesa perché inagibile e la decisione del suo trasloco per non danneggiarlo.
«Finalmente avevamo dato un crocifisso a Santa Lucia - spiega il parroco Don Lorenzo - perché San Martino ne aveva tre e abbiamo deciso di trasferire questo. E ora ecco che ci tocca trasferirlo un'altra volta, per salvaguardarlo. Speriamo possa tornare presto nella sua casa»
Ieri mattina è stato quindi caricato sul furgone dei vigili del fuoco, sotto la vigilanza della restauratrice, Laura Briganti, e trasportato in centro dove cinque vigili del fuoco, lo hanno caricato sulle spalle e portato al Museo Diocesano. Lì, la restauratrice, ha provveduto a smontarlo delicatamente per farlo passare dalla porta. Sono stati tolti i canti - le parti terminali color oro della croce - e la figura del Cristo è stata staccata dalla croce. L'operazione di smontatura è durata quasi due ore, per la delicatezza dell'opera.
«L'opera ha veramente un immenso valore - spiega la restauratrice, Laura Briganti - e per questo l'operazione deve essere svolta delicatamente e lentamente. Il corpo, ad esempio, è un pezzo unico ad eccezione delle braccia. Il peso quindi è tutto sul bacino e quando lo si toglie dal crocifisso bisogna stare attenti a non appoggiarlo sulle braccia perché si staccherebbero».
Attualmente, il crocifisso smontato, è stato deposto nel deposito del museo in attesa di trovare una struttura portante per metterlo in mostra.
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