La manifestazione
Bilancio Nca in perdita di 5,4 milioni
Mor: «Siamo in mano alla diplomazia». Lavoratori in stato di agitazione, chiedono un incontro col ministro dello Sviluppo
CARRARA. Straordinari bloccati, presidio davanti al cantiere navale ieri mattina per alcune ore e oggi. Non sono entrate neppure le ditte esterne. Si riaccende la battaglia dei lavoratori Nca per avere un incontro a Roma presso il ministero dello sviluppo economico.
Un altro anno di passione. Clima di nuovo teso come confermano le rappresentanze sindacali: in allarme gli operai che vedono trascorrere i mesi di un 2012, alla fine del quale potrebbe esserci il salto nel nulla. Non ci sono al momento nuove commesse di lavoro, lo conferma anche l’amministratore delegato Luigi Mor: «Il blocco degli straordinari, di certo non facilita le cose, ritarda i lavori alla nave. L’aziende continua a fare offerte, a partecipare a gare in Italia e all’estero, ma il settore è in difficoltà. Dagli ultimi studi a livello europeo, tre cantieri su quattro come il nostro, hanno lavoro per meno di un anno. Gli armatori più che su navi nuove puntano sul refitting».
Le perdite di bilancio. Fra i problemi di Nca, oltre alla mancanza di nuovi carichi di lavoro, resta l’incognita del dopo Invitalia (impegnata fino al termine della attuale commessa Rfi), cioè di chi potrebbe rilevare il cantiere: all’orizzonte non sembrano più esserci neppure i privati, viste le problematiche del comparto. La corsa di Nca a far quadrare i bilanci è tuttora incompleta: «Mercoledì prossimo Roma – annuncia Mor – portiamo in consiglio di amministrazione Nca il bilancio 2011, che si è chiuso con una perdita di 5,4 milioni».
«Ritengo – conclude il manager Mor – che ora più che mai, possa contare la via della diplomazia rispetto a quella della piazza».
Un messaggio alla politica, e anche ai lavoratori che però, per smuovere proprio la politica, potrebbero tornare a scendere in piazza: lo stanno meditando e in un comunicato della Rsu su Facebook, venerdì 23, se non ci sarà una data certa di incontro con il ministro dello sviluppo economico, stabiliranno loro un’altra data: quella di uno sciopero con manifestazione. «Vista la situazione delicata in cui versa il cantiere – dice il comunicato – le rsu fanno appello a tutti i lavoratori di partecipare alle iniziative messe in programma».
Dal blocco degli straordinari per dipendenti diretti e ditte, a un presidio con volantinaggio domani durante la fiera di San Giuseppe a Marina, a partire dalle ore 15.
Una vertenza calda in pieno clima elettorale. Dal 14 marzo i lavoratori sono in stato di agitazione, dopo le assemblee e le riunioni degli iscritti Fim, Fiom e Uilm. I sindacati si muovono compatti e una nuova ondata di proteste a sostegno della vertenza Nca potrebbe animare questo ultimo scorcio di legislatura a Carrara, in pieno clima elettorale. Già si mugugna di “assenza delle istituzioni, assenza della Regione” per il silenzio che è sceso in questi mesi dopo tanti viaggi a Roma. Sul fronte Toremar solo speranze per Nca, ma per ora nessuna certezza di poter ottenere navi da costruire per ringiovanire la flotta. A maggio quando terminerà la costruzione in bacino, è previsto il varo della nave Rfi, poi passerà qualche altro mese per le prove in acqua e le rifiniture. E dopo? Nessuno sa dire cosa accadrà, e i circa 200 lavoratori diretti vivono fra la rabbia e lo sconforto.
Attualmente in cassa integrazione straordinaria ci sono alcune unità, ma praticamente l’organico è tornato tutto al lavoro sulla nave delle Ferrovie, e da maggio, assicura l’amministratore delegato di Nca, scatterà una “cassa” in deroga fino a dicembre.
Mor insiste a dire quello che diceva qualche mese fa: il cantiere ora è nelle mani della politica.
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