Sicurezza
Tirocini nelle ditte a 400 euro il mese per farsi un mestiere
L’assessore Parrini: «Sono decine le piccole imprese e gli studi che hanno fatto ricorso a questa formula»
MASSA. Imparare un mestiere si può, e non necessariamente spendendo soldi per farlo. Sono decine, nella nostra provincia, le possibilità a disposizione di un giovane che voglia avvicinarsi al mondo del lavoro senza sborsare un euro per la formazione professionale.
Quella del tirocinio resta la formula più nota: si tratta di percorsi formativi rivolti soprattutto ai giovani, che grazie alle nuove disposizioni di legge oggi possono in molti casi contare su un rimborso spese mensile che può arrivare anche a 400 euro.
Meno di mezzo stipendio, ma in tempo di magra, una vera manna.
Piccole aziende.
«Sono disponibili a questo tipo di formula decine di studi e piccole aziende - ha detto l'assessore provinciale alle politiche del lavoro Raffaele Parrini - per una rosa di occasioni corrispondente ad altrettante opportunità di lavoro: si va dallo studio dentistico alla piccola industria. I giovani si rivolgono sempre più spesso al centro per l'impiego per trovare un orientamento, e i dati relativi al flusso di utenza di incoraggiano, perché indicano che questo strumento è utile. Certo, la flessibilità offerta da questo tipo di formule deve idealmente essere seguita dall'assunzione, dal contratto insomma, ma il momento non è favorevole, e già riuscire a garantire ai ragazzi una formazione professionale è molto».
Altri canali.
Ma per cominciare a lavorare o per prepararsi a farlo ci sono tanti altri canali: la provincia, infatti, finanzia l'attività formativa attraverso due tipologie di operazioni: l'avviso pubblico a mezzo bando o l'avviso pubblico voucher, finalizzato all'attribuzione di interventi individuali, ai quali si affiancano le attività finanziate con fondi ministeriali e quelle riconosciute ed erogate da agenzie autorizzate dalla regione. Ma non è tutto. Chi intende fare capolino sul mondo del lavoro ha tanti altri canali (ed incentivi) per farlo: c'è la carta Ila (Individual Learning Account), una prepagata nata per finanziare la formazione professionale; c'è il caro vecchio apprendistato, che consente agli iscritti di acquisire competenze "on the job"; c'è Polo Trio, un sistema gratuito di formazione a distanza che la regione ha creato grazie all'ausilio del fondo sociale europeo e del ministero del lavoro per dar vita a corsi fruibili via web; ci sono infine Ifts, percorsi integrati formativi rispondenti alla domanda proveniente dal mondo del lavoro, e Eda, l'educazione che comprende tutte le attività formative che non rientrano nell'ambito dell'istruzione o della formazione professionale.
Primi passi.
Primo step per giovani e giovanissimi (ma non solo) che intendono misurarsi con la formula del tirocinio e con le altre esistenti, collegarsi al portale della regione Toscana (www.giovanisi.it) o a quello dei vari centri per l'impiego, per scoprire quasi settimanalmente le "new entry" nella lista delle aziende disponibili alla formula del tirocinio retribuito, quello più ricercato: all'aspirante tirocinante viene richiesta soltanto tanta buona volontà.
Senza contare poi che questi progetti, mentre consentono a decine di disoccupati di mettersi alla prova per un periodo che può variare da uno a sei mesi, dodici in alcuni casi, mettono studi ed aziende in condizione di proporsi con questo prodotto formativo grazie ad un contributo della regione stessa, che con 200 euro al mese sostiene i tirocini retribuiti con borse di studio a titolo di rimborso spese, ferma restando la possibilità, per l'azienda, di assumere il tirocinante a tempo indeterminato usufruendo di incentivi che possono arrivare anche a 8mila euro, che salgono a 10mila in caso di appartenenti alla categoria di persone disabili. Non è un caso insomma, se nel 2010 sono state 12500 gli utenti del centro per l'impiego massese
.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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