La manifestazione
Il Comune accelera: ecco la tassa di soggiorno
Scatterà dal 1° giugno (fino al 15 settembre), incasso previsto: 500mila euro Intesa raggiunta, entro fine mese l’approvazione, rassegnati gli albergatori
MASSA. Entrerà in vigore il primo giugno – i ponti di Pasqua e del Primo Maggio sono dunque “salvi” – verrà applicata fino al 15 settembre e porterà (dovrebbe portare) nelle casse comunali un introito attorno ai 500mila euro. È l’imposta di soggiorno, la tassa di scopo che il Comune di Massa, come molte altre municipalità turistiche italiane, si avvia a introdurre per mettere un puntello ai difficili bilanci del 2012.
L’arrivo dell’imposta è ormai deciso. L’accordo di massima tra le parti (campeggiatori compresi) è stato raggiunto; la prossima settimana, martedì probabilmente, la giunta Pucci esaminerà e delibererà il regolamento dell’imposta, scaturito dal confronto fra amministrazione e albergatori. Poi, entro fine mese, il provvedimento verrà portato in consiglio comunale per l’approvazione.
Nel Regolamento pronto al varo non ci sono cifre, ma sono indicate le modalità di riscossione dell’imposta (hotel e campeggi faranno un po’ da esattori, mettendo nel conto a carico dei clienti anche la “tassa”) e le norme di applicazione.
Le cifre, invece, – cioè quanto pagheranno i turisti di imposta di soggiorno per la loro permanenza sotto le Apuane – non sono ancora state ufficializzate. Si tratterà comunque di un balzello medio di 50-60 centesimi a notte per ogni persona con punte forse più alte per gli alberghi a quattro stelle. Vale a dire le somme in discussione da mesi al tavolo tra imprenditori turistici e amministratori comunali.
La giunta Pucci ha dunque scelto una versione soft dell’imposta di soggiorno, abbandonando le prime previsioni che parlavano di un introito di 1-1,5 milioni di euro (che avrebbe comportato l’introduzione della tassa già in aprile e su basi più alte: da un euro al giorno in su). Adottando questa opzione “migliorerà” i suoi conti di circa mezzo milione di euro (se fossero di più significherebbe che la stagione turistica è stata super), cifra che non risolve certo il problema del taglio di risorse ma che, tuttavia, aiuta .
L’accordo è il frutto di serrate trattative in cui le associazioni che rappresentano il turismo hanno sostenuto le loro obiezioni. La principale: “La tassa rischia, soprattutto in una fase di crisi come questa, allontanare la clientela e di dirottarla verso zone in cui la tassa di soggiorno non viene applicata.
«Noi restiamo contrari a questa imposta, che avremmo preferito venisse applicata dal 2013 – dice Domenico Antonioli, presidente degli albergatori aderenti al consorzio Riviera Apuana –e tuttavia non possiamo sottrarci alla volontà dell’amministrazione. Per questo abbiamo partecipato e continueremo a farlo, ai tavoli di confronto, per fare sì, almeno, che l’impatto sia il meno pesante possibile. Non possiamo permetterci di uccidere il turismo».
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