Finanza
«Battersi con chi si conosce è meglio»
Pier Luigi Belli apre la sfida a distanza con Enzo Manenti per la conquista della poltrona di sindaco di Licciana
LICCIANA NARDI. Mentre nel centrosinistra (lato Socialisti e Rifondazione) si sta ancora cercando la quadratura del cerchio, sull’altra riva del Taverone è già tempo di campagna elettorale, o giù di lì.
Lo conferma quel Pier Luigi Belli che, assai a sorpresa, ha spiazzato ogni pronostico in casa Pdl e varie componenti del centrodestra, di fatto impugnando la bandiera della coalizione che lo sosterrà nel confronto elettorale di maggio.
Neofita, come ama definirsi lui stesso, della politica locale «malgrado abbia avuto in casa un esempio lampante di come si amministra un Comune e il relativo impegno richiesto», Belli si prepara al confronto che, verosimilmente, dovrebbe essere con Enzo Manenti, candidato “indicato” dalle primarie degli iscritti Pd, oppure (non è escluso) con un altro pretendente alla fascia tricolore di sindaco, dato che il Psi ha intrapreso un cammino che, come mèta finale, potrebbe avere una lista civica alternativa a quella “classica” del centrosinistra.
«Degli altri poco mi interessa» esordisce il candidato del centrodestra anche se, puntualizza «non ho nessuna tessera in tasca e, proprio per questo, intendo dare un colpo di rinnovamento e più chiarezza a questa coalizione politica. Sono sicuro, comunque, che prenderò voti non solo da chi mi sostiene ufficialmente, ma anche preferenze cosiddette trasversali, come confernatomi in questi giorni da tanti cittadini che, seppure con idee diverse, mi hanno detto che avrò il loro sostegno perchè intendono “votare la persona e non il candidato di questo o quel colore politico”. Perciò dico chiaramente che Pier Luigi Belli non ha simboli o partiti specifici, ma che scenderà in campo per il “paese”, termine con cui si intende tutto il territorio comunale di Licciana, mini frazioni comprese. Sono 25 anni che sento dire che si deve cambiare, ma, fatti alla mano, vedo e rivedo le solite facce. Ho saputo che Manenti sarà mio avversario: meglio così perchè almeno è una persona che conosco e so come ha lavorato durante gli ultimi 15 anni».
Di professione consulente finanziario, Belli di nuovo le distanze dalla “politica delle tessere”: «Ho sempre lavorato per conto mio e, anche quando mio padre era in campagna elettorale, non sono mai andato a chiedere voti in giro. Alle gente chiedo e chiederò solo confronto aperto, fuori dagli schemi».
Alla domanda finale su chi potrebbero puntare i Socialisti in caso di mancato accordo col Pd, Belli non si scompone: «Facciano pure le loro scelte, per me un avversario vale l’altro».
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