Il Tirreno

Arriva Gaia ma l’acqua non sarà salata

di Gianluca Uberti
Arriva Gaia ma l’acqua non sarà salata

Il sindaco Simoncini rassicura: «Dal 1° aprile bollette più leggere». Ma c’è la vertenza dei dipendenti della società uscente

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AULLA. Auspicando che non sia un bel “pesce d’aprile” per gli utenti, dal prossimo 1º aprile sarà Gaia, società interamente pubblica, a gestire le risorse idriche dei Comuni di Aulla, Podenzana e Tresana.

Tramontata definitivamente la possibilità che sia l’attuale gestore, Lunigiana Acque, a proseguire fino al 2020, possibilità che era parsa di difficile percorribilità già da fine luglio, quando il socio privato della spa largamente maggioritario in quanto a quote, aveva stabilito di procedere verso il taglio di Lunigiana Acque, fra due settimane si apre l’era di Gaia anche ad Aulla, con tutte le incognite che la novità porta con sé.

E se le incognite che interessano ai cittadini riguardano, soprattutto, le bollette, di non minore importanza è la vertenza occupazionale attualmente sul tavolo e che sarà affrontata martedì prossimo dai sindacati confederali, da Lunigiana Acque spa e da Gaia spa. Infatti, sono sedici i dipendenti in forza a Lunigiana Acque e la bozza di accordo in discussione prevede che passino tutti con Gaia. Però, Gaia spa sarebbe intenzionata a lasciare ad Aulla soltanto uno sportello informativo, quindi alcuni di questi dipendenti rimarrebbero qui, mentre altri potrebbero essere costretti a prendere la strada di Carrara, dove Gaia ha gli uffici operativi. Gaia doveva subentrare già dal 1º gennaio, ma questioni organizzative hanno determinato il posticiparsi della data di tre mesi».

La sostanza, però, non cambia, come non cambiano le incognite che gravano sui portafogli dei cittadini, ma a spazzarle via ci aveva pensato il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini: «Da proiezioni in nostro possesso risulta che non vi saranno aumenti, ma anzi un leggero calo delle bollette».

C’è da augurarselo, vista la catastrofe che si è abbattuta sulle tasche degli aullesi, almeno di quelli alluvionati, il 25 ottobre 2011.

Ricordiamo che nel 2010, attorno a Ferragosto, esplodeva fragoroso ad Aulla il malcontento per le bollette dell’acqua pervenute agli utenti, poiché queste recavano un avviso in cui si spiegava che si sarebbe dovuta pagare una maggiorazione di 66,86 euro a titolo di deposito cauzionale.

Il tutto ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della convenzione stipulata fra la Lunigiana Acque e il Comune di Aulla nel 1996, ai tempi in cui era sindaco Lucio Barani. Ma in tanti, giustamente, si erano chiesti: perché applicare questo articolo ben quindici anni dopo la stipula della convenzione? Come risultato gli utenti si autoridussero le bollette, supportati dall’amministrazione comunale, dal gruppo consiliare Idee in Comune e dalla Lega Nord.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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