La manifestazione
Vola dal quinto piano è giallo sulla morte di un operaio 49enne
Giorgio Tendola, lavorava come gruista alla Iran Marble Forse stava riparando una tenda ed ha perso l’equilibrio
CARRARA. Giallo sulla morte di un operaio di 49 anni, precipitato ieripomeriggio dal balcone della cucina della sua abitazione, al quinto piano di un palazzone in via Parma, nel centro di Marina. Forse ha avuto un malore mentre stava facendo dei lavori sul terrazzo. E’ caduto all’indietro, sbattendo violentemente la nuca sul selciato.Una tragedia avvenuta nel primo pomeriggio, intorno alle 15. I ragazzi che erano ancora a scuola, le medie Buonarroti sono a pochi metri di distanza, hanno sentito un colpo sordo. Il segno di una vita spezzata.
E’ morto così, dopo un volo di parecchi metri che non gli ha lasciato scampo, il marmista di 49 anni Giorgio Tendola. La moglie (che lavora come cuoca in un noto ristorante della zona) era uscita da pochi minuti, per andare a prendere all’asilo il loro figlio di cinque anni. Lo aveva lasciato in casa, era in cucina, ha raccontato agli amici ancora sotto choc, quando lo ha salutato.
Al ritorno ha trovato il telo bianco già calato sul corpo del marito privo ormai di vita.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e un mezzo del 118 che non ha potuto far altro che accertare la morte del 49enne.
Ancora tutte da chiarire le cause che hanno fatto precipitare l’operaio dal quinto piano: non si esclude che l’uomo, che si trovava a casa dal lavoro per motivi di salute, stesse cercando di riparare una tenda, forse potrebbe avere perso l’equilibrio a causa di un malore.
Ad avvalorare questa ipotesi sarebbe il fatto che il corpo è stato trovato, dai primi soccorritori sdraiato sulla schiena, quindi questo escluderebbe che si possa essere trattato di un gesto volontario.
Il 49enne lavorava da sette anni, come gruista, nella ditta di marmo Iran Marble Ora Onyx Marble): il suo datore di lavoro, Hadi Pourmohseni, è ancora sotto choc per l’accaduto.
«Non posso crederci- dichiara -Sono arrivato a Marina e ho visto quel lenzuolo bianco. E’ una tragedia. Ora il pensiero va alla moglie e al figlio di Giorgio che dovranno affrontare tutto questo dolore».
E il patron della Iran Marble racconta che Giorgio Tendola da un mese mancava dal lavoro.
«Aveva avuto una brutta influenza- dice - e, siccome lui lavorava sulla gru all’aperto era rimasto a casa. Lo avevo visto a metà febbraio, quando era venuto a prendere lo stipendio. Mi aveva detto che stava bene e che sarebbe tornato in al suo posto di lavoro a breve.Era tranquillo, non mi sembrava avesse dei problemi».
Questa la testimonianza dell’imprenditore iraniano con cui l’operaio morto dopo il tragico volo dal quinto piano ormai lavorava da anni.
«Era come uno di famiglia - ripete - Ho appena avvisato mia figlia di questa terribile disgrazia».
La notizia della morte di Giorgio Tendola ha destato grandissimo cordoglio e sconcerto a Marina. Gli amici dell’operaio si sono recati subito sotto il palazzo, in un mesto pellegrinaggio sul luogo dove è stato ritrovato il corpo di Giorgio. Con tante domande ancora senza risposta.
Le indagini Il pm di turno, la dottoressa Rossella Soffio ha predisposto tutti gli accertamenti del caso. E’ stato già allertato il medico legale, il dottor Maurizio Ratti, per eventuali attività medico legali che la Procura potrebbe disporre sul copro dell’operaio 49enne. Fino alla serata di ieri non era stato ancora disposto l’esame autoptico.
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