Sicurezza
«Pap test, odissea per avere l’esito» Ma l’Asl smentisce
Le versioni delle due parti - come sempre accade - non sono coincidenti. La paziente racconta la sua ma l’azienda sanitaria ricostruisce i fatti, se non in maniera discordante, senza dubbio...
MASSA. Le versioni delle due parti - come sempre accade - non sono coincidenti.
La paziente racconta la sua ma l’azienda sanitaria ricostruisce i fatti, se non in maniera discordante, senza dubbio diversa. La storia è quella di una signora che - così ci riferisce - tra fine gennaio e i primi di febbraio si sottopone ad un pap test. Passano i giorni e - sempre stando a quanto racconta - il referto non arriva. Lei attende, torna più volte a chiedere se può ritirare gli esiti dell’esame, poi si decide a chiedere informazioni. E scopre - continua la signora - che non c’è il medico che quel referto dovrebbe leggerlo e analizzarlo, evidenziando o escludendo eventuali problemi.
E si preoccupa. Così scopriamo la sua storia e interpelliamo l’azienda sanitaria che, come dicevamo, dà la sua versione dei fatti.
In questo caso, i temi denaro e buco nel bilancio dell’Asl hanno poco a che vedere con la questione - almeno stando a quello che l’azienda sanitaria riferisce.
A stendere gli esiti del pap test è il reparto di anatomia patologia. In quel reparto un medico è assente, ma la sua assenza non è tale da far scattare una sostituzione. Nulla di strano: in ogni azienda, infatti, le sostituzioni sono garantite in presenza di particolari situazione che ad ora, ad anatomia patologica, non si sono presentate. Possibile, quindi, qualche giorno d’attesa, ma non tale da allarmare - assicura l’Asl.
L’azienda, infatti, ci tiene a sottolineare che i tempi previsti dai protocolli per gli screening (tra cui c’è anche il pap test) sono pienamente rispettati. Proprio i protocolli in questione, infatti, prevedono, per la consegna del referto, un tempo massimo di 4 settimane e attualmente il tempo necessario, in Asl 1, sarebbe più basso: 21 giorni, mai oltre i 25. Due versioni diverse dunque.
Del resto, dopo il buco da quasi 300 milioni di euro e con i tempi che corrono (pochi soldi e tanti sacrifici) gli occhi dei cittadini sono doppiamente puntati sui servizi pubblici. Quelli sanitari, in primis.
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