Il Tirreno

Nel mirino l’attività della terapia intensiva

Un articolo pubblicato sul mensile Toscana Medica dalla responsabile del servizio segnala preoccupazioni sulla qualità dell’assistenza in un reparto così delicato

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PONTREMOLI. Preoccupazioni vengono espresse da Lucio Barani in veste di membro della commissione d’inchiesta sugli errori sanitari, in considerazione del fatto che la rianimazione di Pontremoli viene descritta, da chi la dirige, come un luogo in cui è molto difficile garantire l’assistenza di qualità che viene richiesta in un reparto di terapia intensiva, «sia sulla base di caratteristiche strutturali che sulla base di difficoltà logistiche ed economiche», scrive in un comunicato. Il riferimento è che «Nel numero di febbraio 2012 del mensile “Toscana Medica” - osserva Barani - pubblicato a cura dell’Ordine dei medici di Firenze, è apparso un articolo firmato dalla dottoressa Lea Paola Fabbri, direttore della rianimazione di Pontremoli. Nascono legittime preoccupazioni. A questo punto è lecito chiedersi: viene garantito un adeguato standard assistenziale in tale reparto? La direzione aziendale è a conoscenza delle difficoltà descritte e la dottoressa Fabbri, prima di calcare la ribalta dei mass-media, ha svolto il suo compito istituzionale di segnalare le disfunzioni e richiedere l’adeguamento opportuno? Se le difficoltà sono quelle descritte, perché la dottoressa Fabbri, e la direzione aziendale, non chiedono e realizzano l’adeguamento delle strutture, della logistica e delle risorse agli standard richiesti dalla legge per tale tipologia di Unità operativa? In alternativa perché non viene richiesta e disposta la chiusura immediata, considerato che nella stessa Asl sono in funzione altri due reparti di terapia intensiva (a Massa e a Carrara) vicinissimi peraltro tra di loro e piuttosto distanti da Pontremoli». E la conclusione di Barani: «Se entro 5 giorni non avrò risposte soddisfacenti a questa mia lettera aperta, denuncerò alla Procura della Repubblica quanto accade e chiederò alla Commissione parlamentare di inchiesta “Sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali” di porre all’ordine del giorno la discussione sull’ennesimo caso che riguarda la Asl 1 di Massa e Carrara».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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