Finanza
Maxi ritardo, pendolari in rivolta
Treno per Pisa fermo 130 minuti. Ortori (Sel): «E Trenitalia pensa alla Tav»
MASSA. Ore 7.45 di ieri mattina: il treno Spezia-Pisa si ferma a Massa i pendolari salgono, tutto procede bene fra i soliti problemi di sovraffollamento. Ma, arrivati nel tratto fra Torre del Lago e Pisa San Rossore, il convoglio si ferma per ripartire con un ritardo di 130 minuti: oltre due ore. È l’ennesimo caso di cattivo servizio di Trenitalia – dovuto questa volta, a quanto pare, a un guasto del locomotore – che fa infuriare centinaia di passeggeri, tra i quali molti studenti e lavoratori massesi diretti a Pisa.
Si arrabbia anche Simone Ortori, consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà che si fa portavoce dei pendolari. «Questo ritardo di 130 minuti – accusa – è l'esempio lampante delle condizioni delle nostre reti ferroviarie: al sovraffollamento delle carrozze si aggiunge la fragilità strutturale di mezzi che avrebbero bisogno di ammodernamento e manutenzione».
Ortori annuncia che presenterà, tramite il consigliere regionale Mauro Romanelli, una interrogazione al presidente della Regione Enrico Rossi, «che vuole essere un monito per la società e la politica affinchè si rifletta su dove investire le risorse dei contribuenti».
A cosa servono, si chiede ancora Ortori, «opere come la Tav se è l'intera rete ferroviaria a necessitare di un potenziamento che sia al servizio della maggioranza degli utenti che utilizzano la mobilità pubblica per andare nei luoghi di studio e di lavoro?»
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