Il Tirreno

«Lasciateci la Tesoreria» Il Comune contro Monti

Ricorso sulla costituzionalità del decreto che trasferisce allo Stato il servizio Il sindaco Pucci: «In gioco almeno 150mila euro l’anno di interessi»

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MASSA. «Giù le mani dalla Tesoreria». L’amministrazione Pucci, in sintonia con l’Anci (l’associazione nazionale del Comuni italiani) e assieme a decine di altre municipalità, muove contro il governo Monti. Con un’azione giudiziaria mirata a ottenere la sospensione del trasferimento nella tesoreria statale dei soldi (tanti: si parla anche di 12 milioni di euro) che il Comune versa nella tesoreria comunale.

A disporre che le disponibilità liquide degli enti pubblici – finora depositate nelle tesorerie comunali (in genere Casse di risparmio o banche) - vengano spostate nelle casse dello Stato è un decreto del governo varato lo scorso gennaio. Una manovra mirata non certo, è chiaro, a sottrarre ai Comuni i soldi tenuti in tesoreria, ma a godere degli interessi maturati da quel trasferimento (che sono cifre maxi).

Il provvedimento, però, si traduce – così almeno sostengono i sindaci di mezza Italia – in un ulteriore taglio alle risorse a disposizione dei Comuni e anche una misura illegittima.

Da qui l’offensiva. Da una parte, sostengono i sindaci, violerebbe l’articolo 5 della Costituzione – quello che riconosce e promuove l’autonomia e il decentramento amministrativo degli enti locali – l’articolo 118 sul principio di sussidiarietà e l’articolo 119 sulla autonomia finanziaria.

Ma il provvedimento, si lamentano i primi cittadini produce anche un danno diretto ai conti del Comune. Perché toglie ad essi una risorsa non secondaria, quella derivata dagli interessi sulle somme versate in tesoreria; e perché il decreto del governo arriva quando le amministrazioni hanno stipulato, tramite gara, l’affidamento della Tesoreria a un soggetto, per Massa la Cassa di Risparmio di Carrara, per cui il trasferimento delle disponibilità liquide alla tesoreria statale potrebbe vedere una parziale inadempienza dell’amministrazione comunale verso la banca.

Per tutto questo il Comune ha deciso di promuovere u giudizio di costituzionalità sul provvedimento Monti e di ottenere in via cautelare la sua sospensione.

«Per noi, come per gli altri Comuni – spiega il sindaco Roberto Pucci – questa manovra si trasforma anche in un ulteriore taglio di risorse. Nei conti della tesoreria il Comune fa transitare una importante quantità di denaro, anche 10-12 milioni di euro che genera interessi rilevanti. Qui a Massa, ad esempio, rischiamo di perdere 150mila euro l’anno per mancato incasso degli interessi. E di questi tempi non sono pochi

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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