Sicurezza
Già pronta a fare appello l’Unione lunigianese
Prima era Comunità montana, poi, in un percorso condiviso con la Regione, è nata l’Unione di Comuni Montana Lunigiana. Un ente locale che dà rappresentanza unitaria alla Lunigiana e che si fa...
MASSA. Prima era Comunità montana, poi, in un percorso condiviso con la Regione, è nata l’Unione di Comuni Montana Lunigiana.
Un ente locale che dà rappresentanza unitaria alla Lunigiana e che si fa carico della gestione dei comprensori di bonifica, di quello lunigianese, appunto e di quello di costa (che comprende il territorio massese e carrarese e una porzione di quello montignosino). Insomma, per evitare la costituzione (e i costi) di un consorzio ad hoc delle opere di bonifica si fa carico l’Unione. Questo significa evitare alla collettività il gravame di un ulteriore organismo con tanto di cariche e funzioni.
«Dal contributo per la manutenzione di fiumi e fossi nella fascia di costa entra nella casse dell’Unione - spiega Cesare Leri che la presiede - 1 milione e 300mila euro. Di questi - prosegue - il 23% serve per mantenere in vita la macchina (operai, ufficio, materiali, geometri), 100mila euro servono, invece, per spedire le bollette. Il restante milione circa va in manutenzione, interamente investito sul territorio per opere di bonifica». Cesare Leri sottolinea anche che a Massa e Carrara «l’Unione recepisce le esigenze e le indicazioni dei Comuni che fanno scelte di indirizzo, ma sempre in base e nel rispetto della legge».
Poi sui ricorsi, il presidente chiarisce: «Ne sono stati presentati 100 e, davanti alla commissione tributaria regionale (il grado superiore a quella provinciale) li abbiamo vinti tutti. Per quanto riguarda questi ultimi (che danno ragione ai contribuenti) siamo pronti all’appello, siamo tranquilli - conclude - la nostra azione è perfettamente conforme alla legge».
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