Sicurezza
Calci e pugni a una donna incinta Dopo le botte perde il bambino
La trentenne era al terzo mese di gravidanza, ha accusato dell’aggressione alcuni familiari Anche il suo compagno ha confermato la storia, la squadra mobile a caccia di prove
MASSA. È arrivata al pronto soccorso piena di lividi e con una ferita sotto l’occhio destro: era evidente che era stata picchiata da qualcuno. La donna, una nomade trentenne di origine bosniaca, era sola. Ha chiesto aiuto ai medici e agli infermieri: quando l’hanno visitata hanno cercato di tranquillizzarla perché le ferite non sembravano così gravi, ma poi si sono accorti che era anche incinta. Era di tre mesi e la pancia si vedeva a malapena. Così l’hanno sottoposta a un’ecografia e hanno scoperto che il feto non dava segni di vita, il battito del piccolo cuoricino non si sentiva. Ancora un esame più approfondito e poi la sentenza: quella piccola vita che stava nascendo nel suo grembo non c’era più.
I dottori a questo punto hanno chiamato la polizia. Ed è intervenuta la squadra mobile, diretta da Antonio Dulvi Corcione. Gli agenti hanno interrogato la trentenne per capire da dove arrivava e chi l’aveva ridotta in quello stato. Lei ha detto di essersi accampata da pochi giorni - prima abitava a La Spezia - su un terreno di Marina di Massa assieme al suo compagno. Un’auto della polizia ha raggiunto l’uomo e l’ha portato negli uffici della mobile per chiarire la vicenda. Entrambi hanno raccontato la stessa storia: a picchiarli - anche lui aveva dei segni inequivocabili sul corpo - erano stati alcuni parenti per motivi che non sono riusciti a spiegare esattamente. Comunque futili.
Corcione e i suoi uomini hanno raggiunto anche i familiari dei due per capire se stavano dicendo la verità e hanno riscontrato che effettivamente una lite era scoppiata tra i due gruppi. Calci e pugni erano volati da una parte e dall’altra. E qualcuno si era accanito anche sulla donna, nonostante sapesse che aspettava un bambino.
Segni sulla schiena e sulla pancia però non ne sono stati trovati e quindi non si può dire con certezza che sono state le botte a far perdere il bimbo alla coppia. L’indagine comunque continua: saranno i medici a stabilire cosa ha provocato l’interruzione della gravidanza. I dottori che hanno visitato la donna non escludono che il cuore del piccolo si sia fermato prima della lite tra le due famiglie. Ma sarà una perizia, già richiesta, a stabilire la verità.
La donna, hanno raccontato le persone che l’hanno visitata, era ridotta davvero male. Non solo per le ferite che aveva, ma per come era vestita e soprattutto per il suo stato di salute davvero precario. Lei e il compagno hanno già tre figli a cui badare, ma aspettavano questa nuova nascita con tanta felicità. Quando lei ha saputo di aver perso il bimbo si è messa a piangere e ha accusato chi l’aveva pestata: «Sono stati loro».
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