Il Tirreno

Barani rimette nel mirino la diga di Teglia

Barani rimette nel mirino la diga di Teglia

Maxi-interrogazione parlamentare: «Controlliamo se tutte le procedure sono state osservate»

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AULLA. C’è anche il drammatico racconto di una cittadina aullese che ripercorre le ore dell’alluvione, in una lunga interrogazione parlamentare presentata ieri pomeriggio dall’onorevole Lucio Barani. Un excursus di quelle ore del 25 ottobre nelle quali si torna a puntare il dito contro le modalità di gestione della diga della Rocchetta, ma anche contro i collaudi degli argini che avrebbero dovuto proteggere Aulla. Qualcosa di anomalo deve essere successo, sottolinea il parlamentare del Pdl, anche perché l’Abbazia di San Caprasio ha ben più di mille anni, e prima d’ora mai era stata allagata. Si chiede perché a monte della città non vi siano casse di espansione, oppure perché, di fronte al diniego di Filattiera, «genio civile, l'autorità di bacino competente e la Regione Toscana» non abbiano studiato e realizzato opere idrauliche, alternative. Non più tardi del 2006 l’argine di Aulla fu rafforzato e collaudato: «Perché questo argine non ha funzionato?». E poi c’è un lungo capitolo sulla diga della Rocchetta di Teglia: «Come mai, sapendo da domenica 23 ottobre del peggioramento del tempo, non è stato gradualmente svuotato l'invaso della diga di Rocchetta (Teglia), contenente nei suoi 29 chilometri circa 5 milioni di metri cubi d'acqua, evitando di aggiungere altra acqua alla piena?». Ricorda poi i vari fax spediti da Pontremoli, ma ad Aulla e altrove «le popolazioni sono rimaste non avvisate e, quindi, si tratta di una sciagura annunciata perché nessuno ha dato adeguate comunicazioni alla popolazione affinché fosse messa in salvo o fossero attuati i piani di protezione civile. La via Lunigiana, che corre lungo l'argine, molto trafficata, già esistente dagli anni '50, non è stata chiusa, così come la sua parallela a circa 70 metri, via della Resistenza, che è rimasta aperta al traffico». E in merito alla diga, «ci sono testimonianze, di alcuni abitanti di Aulla, che riportano di essere stati avvertiti di mettersi al sicuro, perché stavano per essere aperte le paratoie della diga di Rocchetta». Qui si inserisce la testimonianza riportata da Barani nella sua interrogazione, quella della signora Fleana Albertoni, che ha raccontato: «Alle 16,20 mi sono recata ad una riunione presso la suola dell'infanzia di Aulla in via Resistenza. Alle 16,45 circa la maestra fiduciaria di sede propone di iniziare la discussione anche se eravamo ancora una piccola minoranza di genitori. In base ai miei ricordi, non così dettagliati e precisi nei tempi, ma certi nei contenuti, prima che la maestra iniziasse la discussione dei punti in programma, o poco dopo l'inizio, alla maestra Lucia è squillato il cellulare. Lei ha subito risposto. È stata una breve telefonata. Appena chiusa la telefonata la maestra rivolgendosi alle sue colleghe e a noi mamme dei suoi alunni, disposte quindi nelle sue vicinanze, ha detto "era la mia mamma, ha detto che hanno aperto la diga di Teglia"».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web