Il Tirreno

Sesso gratis, carabiniere a processo

di Chiara Sillicani
Sesso gratis, carabiniere a processo

È accusato di aver abusato del suo potere per ottenere prestazioni gratuite o scontate da alcune prostitute

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MASSA. Un maresciallo dei carabinieri che, abusando della propria posizione di potere, ottiene favori. E se i favori in questione sono prestazioni sessuali, gratuite o a prezzi “scontati”, la storia si fa più piccante.

Eppure di gossip c’è ben poco perchè tutto finisce nelle aule di tribunale con un (ex) sottoufficiale dell’Arma, Mario Aloi, accusato di concussione. Secondo il pubblico ministero Alessandra Conforti, forte delle divisa che indossava, avrebbe ottenuto prestazioni sessuali da prostitute italiane e straniere. Prestazioni a costo zero o comunque a cifre ridotte rispetto a quelle richieste ad altri clienti. Non solo, ma il maresciallo - sempre secondo la tesi dell’accusa - avrebbe in qualche modo indotto le ragazze a frequentare il centro estetico della moglie, procurandole un vantaggio economico (la donna comunque non è a processo). Insomma, le giovani prostitute - e soprattutto quelle senza permesso di soggiorno - temendo che il carabiniere, in caso di un loro diniego, potesse attivare controlli o verifiche sulla loro posizione, avrebbero assecondato le richieste.

La vicenda. La storia muove i primi passi nel 2009. Mario Aloi è in forza alla compagnia di Massa (è stato anche a Carrara), lavora per il nucleo operativo radiomobile. Nel luglio di quell’anno sono i colleghi ad arrestarlo: trovano del materiale esplosivo nel suo armadietto. Scattano le manette e si apre un procedimento, ancora in corso (la prossima udienza è prevista per il 28 settembre). A seguito e nell’ambito di quell’indagine emergono, però, altri particolari e si delinea l’ipotesi di concussione, quella per cui ieri si è svolta l’udienza.

Il processo. Davanti ai giudici Maria Cristina Failla (presidente del collegio), Cosimo Ferri e Antonia Aracri, ieri le protagoniste sono state proprio le prostitute, già ascoltate dai carabinieri durante le indagini.Una di loro, l’unica italiana, ha riferito di aver avuto rapporti sessuali con il maresciallo senza chiedergli denaro. Tra i due - così almeno sarebbe emerso dalla testimonianza- ci sarebbe stato un rapporto di frequentazione e conoscenza. La ragazza avrebbe ammesso di non aver chiesto denaro per paura che scattassero controlli. Già oggetto di una precedente perquisizione, la prostituta avrebbe così tentato di evitare ulteriori problemi. Un’altra ragazza si è lamentata in aula: in un’occasione non è stata pagata e in cambio le è stato fatto un regalo, ma quando ha aperto il pacchetto e trovato un orologio - ha riferito in aula - è rimasta delusa: secondo lei vale meno dei 100 euro che avrebbe chiesto per la prestazione.
La testimonianza. Si dilunga in dettagli piccanti un’altra prostituta, brasiliana. «Aloi è venuto da me, un bell’uomo, sulla quarantina, ben vestito, non era in divisa. È stato lui, però, a dirmi che era carabiniere, ha anche aggiunto che aveva appena fatto una retata e aveva bisogno di rilassarsi. Gli ho chiesto 100 euro, ma mi ha detto che ne aveva soltanto 50. Disse che si sarebbe trattenuto per poco tempo, ma non è stato così - si è lamentata la testimone in aula». Lei avrebbe accettato di fare uno sconto perchè avrebbe visto Aloi- ha riferito- agitato e la cosa l’avrebbe preoccupata». È lei ad aver raccontato anche di voci insistenti per cui andare al centro estetico della moglie del maresciallo era un buon viatico per evitare controlli: «Ma io non ne avevo motivo, sono regolare, non avevo ragioni di preoccuparmi». Sentite in aula anche la segretaria e la titolare dell’agenzia immobiliare dove le prostitute avrebbero preso il depliant del centro estetico, agenzia (estranea al processo) con cui avevano contatti per gli affitti di casa.

Un processo “piccante”, durante il quale ieri sono state ascoltate 5 prostitute. Prossima udienza il 2 maggio quando i giudici si pronunceranno.

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