Il Tirreno

«No alla vendita di Area prima delle elezioni»

«No alla vendita di Area prima delle elezioni»

Stop dall’Idv (che in Provincia sta subendo pressioni per dire sì) e da alcuni dei candidati a sindaco attualmente all’esterno del consiglio comunale

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. La società Area al centro di un caso politico. L’Idv - in maggioranza in Provincia - sta subendo pressioni più o meno esplicite per adeguarsi alla decisione delle altre forze di governo, ovvero di mettere in vendita la quota del capitale di Palazzo Ducale (oltre il 10%); ma su Carrara, in un duro documento dal titolo “Giù le mani dalla città!”, l’Idv (che sostiene la candidatura di Claudia Bienaimè) chiede di soprassedere dal prendere decisioni quali proprio la vendita di Area e l'accordo con i “signori” della risorsa marmo. «Confidiamo quindi nel buon senso dell'attuale Amministrazione e nel rispetto dovuto alle istituzioni e alle regole di partecipazione alla base di ogni comunità». Insomma, niente «decisioni-spot».

Ed è sempre su Area che intervengono con un documento congiunto alcuni dei candidati a sindaco di partiti ed organizzazioni non presenti nel consiglio comunale uscente, che «giudicano assolutamente inopportuno ed eticamene inqualificabile» la vendita oggi di Area Spa. «I soci pubblici, Comune di Carrara, Comune di Massa e Amministrazione Provinciale hanno da tempo dichiarato la propria disponibilità, in ossequio, si dice ad una precisa norma di legge sulle partecipate. Naturalmente non può essere "un obbligo a svendere" e quindi non vi sono termini perentori». Oggi il Comune di Carrara ha il 36,075% del capitale; l’Amministrazione Provinciale il 10,752%; il Comune di Massa, il 4,173%; la Porto Spa il 49%. E scrivono inoltre: «La Porto Spa, scelta senza alcuna gara di evidenza pubblica, pur essendo socio di minoranza, svolge un ruolo egemone».

E si sollecita il rinvio di ogni decisione ad un confronto più approfondito e ad un maggiore coinvolgimento della cittadinanza. Si torna poi a chiedere al sindaco chiarimenti sulla gestione della società fin dalla sua costituzione; sulla Sogea; e «quali le condizioni dei contratti sottoscritti dalla Porto Spa». Concludono: «Particolare inquietante è rappresentato dalla perizia presa a base della trattativa che, pur datata settembre 2011, ad oggi non è stata fornita ai consiglieri che pure si devono esprimere e assumersi responsabilità (Cermec ed ErreErre insegnino qualcosa!)». Il durissimo documento è sottoscritto dai comitati dei candidati sindaci: Carrara bene comune; Io cambio Carrara; Identità toscana - lo amo Carrara; Pcl; lo voto per Carrara. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa