La manifestazione
«Il dietrofront di Pucci, che nel ‘95 disse sì alla piazza»
MASSA. Dopo la polemica, arriva l’oltraggio. Giuliano Minuto si lancia in una affermazione a dir poco offensiva definendo Ubaldo Bellugi “un fascistello da operetta”. Dal lacchè del sindaco ci...
MASSA. Dopo la polemica, arriva l’oltraggio. Giuliano Minuto si lancia in una affermazione a dir poco offensiva definendo Ubaldo Bellugi “un fascistello da operetta”. Dal lacchè del sindaco ci saremmo aspettati qualcosa di diverso.
Se voleva esprimere pubblicamente le proprie opinioni, poteva farlo tranquillamente senza il dileggio. Una caduta di stile imperdonabile. A far da controcanto anche il consigliere Stefano Alberti che si sente in dovere di intervenire manifestando il suo diniego ad apporre una targa commemorativa; opinione peraltro già espressa in aula consigliare. Ma va oltre, con la comoda accusa di revisionismo come se, celebrare il più grande poeta e letterato massese, del quale la città dovrebbe andar fiera, voglia dire celebrare anche il fascista e quindi il fascismo. Se e Alberti e lo stesso Minuto, invece di farsi raccontare l’evento, avessero assistito alla giornata Bellugiana, mi avrebbero sentito dire che a Bellugi “non sono stati perdonati i suoi trascorsi giovanili” e non “i suoi errori”. Infine mi rivolgo al sindaco per rammentargli che proprio lui, nel 1995, firmò la delibera per la titolazione di una piazza al nostro poeta e letterato. Ritenne di fare marcia indietro e da allora tace; in sua vece sguinzaglia Minuto. E mi fermo qua.
Per quanto mi riguarda non ci saranno contro repliche e considero chiusa la questione non prima però di ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno dato, a titolo gratuito, il loro prezioso contributo alla riuscita della bella giornata Bellugiana. E ringrazio anche l’assessore provinciale alla Cultura, Lara Venè, per aver avuto il coraggio di esprimere pubblicamente, unica voce tra i nostri amministratori, ciò che molti pensano ma vergognosamente tacciono.
Franco Frediani
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