Sicurezza
Piscina comunale, j’accuse di Benedetti
Il consigliere del Pdl: «Il gestore ha aumentato i prezzi e non ha rispettato il capitolato della gara»
MASSA. Interpellanza del consigliere comunale del Pdl Stefano Benedetti sulla piscina comunale e la sua gestione al sindaco Roberto Pucci. «Premesso - scrive l’azzurro - che un impianto del genere, anche se concesso in appalto ad una società privata, non può e non deve rappresentare solo un business, ma deve necessariamente mantenere una funzione sociale che permetta a tutte le famiglie di avvicinare i propri figli a questa disciplina sportiva e ciò, vale soprattutto per le categorie più disagiate come i pensionati e i portatori di handicap che per motivi motori devono svolgere attività fisica».
«Nel merito - continua - garantisco personalmente che sono sempre di più le famiglie che si sono lamentate dei prezzi applicati dal nuovo gestore Butterfly S.S.D. e A.r.l., che in alcuni casi sono aumentati del 35%, a fronte di un capitolato che stabilisce che in fase di prima applicazione viene stabilito per l' uso della piscina un incremento delle tariffe del 10% rispetto a quelle ad oggi praticate. Al contrario le tariffe attuali sfiorano un aumento del 35%, infatti i corsi di acqua gym e di nuoto per adulti e bambini, che durante la precedente gestione costavano 40 euro al mese, attualmente ne costano 54 euro ( + 35% ) e con la differenza che il pagamento previsto è stato fissato per un minimo di due mesi (108 euro) ed è stata eliminata la possibilità di poter recuperare le lezioni perse per giustificato motivo. In pratica, in questo modo la piscina pubblica è stata privatizzata nel vero senso della parola e a pagarne le conseguenze sono solo le fasce deboli, non a caso molte famiglie hanno dovuto rinunciare ai corsi di nuoto per i propri figli poiché non sono in grado di sostenere gli attuali costi».
E Benedetti conclude: «Mi spiace dover constatare la scarsa attenzione e sensibilità prestata dal sindaco ma soprattutto dal delegato allo sport Fabio Vullo alla questione sociale, che doveva e dovrebbe essere considerata prioritaria quando si tratta di organizzare la gestione privata di un qualcosa che è pubblico e quindi dei cittadini. A seguito di questa analisi, non è difficile addivenire alla conclusione che più o meno si è ripetuta la stessa situazione delle rette delle mense scolastiche e sarà sicuramente un caso, ma anche il dirigente comunale è sempre lo stesso».
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