Il Tirreno

Massa e Carrara si dividono le chirurgie

Massa e Carrara si dividono le chirurgie

In un documento steso dal dipartimento una soluzione che non scontenta nessuno

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MASSA. Bozza o non bozza, quando cominciò a trapelare la notizia che nel nuovo Pal (il piano che detta gli indirizzi della politica sanitaria locale) Massa l’avrebbe spuntata su Carrara, si levarono gli scudi.

L’idea - poi smentita dall’Asl o comunque derubricata, appunto, come bozza - sembrava quella di trasferire in quel di Massa i reparti e le funzioni che saranno in capo all’ospedale unico. Oltre Foce, invece, sarebbero rimaste day e week surgery, in parole povere la chirurgia che richiede ricoveri brevi. Tutti di nuovo al tavolo, quindi, per ridefinire le linee programmatiche. E fino ad ora neanche un’indiscrezione, anche se molti garantiscono che il Pal è quasi pronto. Del resto la politica ci mette “il carico da 11”: elezioni amministrative a Cararra questo maggio, a Massa il prossimo.

Un documento che possa orientare però esiste. Lo hanno steso un paio di mesi fa i responsabili del dipartimento chirurgico, vale a dire tutti coloro che hanno a anche fare con sale operatorie, dall’oculistica alla ortopedia. E l’idea, questa volta, è quella del “fifty fifty”, per dirla all’inglese. Tradotto: garantiti entrambi gli ospedali e nessun deluso. Dunque, in attesa che apra i battenti la struttura per acuti in viale Mattei, a Massa si concentrerebbero le discipline chirurgiche specialistiche (ortopedia, otorinolaringoiatria, attualmente ospitata a Carrara, e urologia). Oltre Foce la chirurgia generale, quella vascolare e l’oculistica. E , per chi non ha un reparto in casa, nessun problema: presenza di un medico ortopedico a Carrara e di un chirurgo a Massa con turni 8-14 e 14-20, disponibili per attività ambulatoriale e consulenza al pronto soccorso. E , per la notte, scatterebbero le reperibilità.

E non è finita qui perchè nella proposta avanzata da chi lavora nel dipartimento chirurgico, si sottolinea a chiare lettere che «l’organizzazione cui tendere è quella dell’intensità di cure con - e questo è il dato rilevante - ricovero ordinario, week surgery e day surgery in entrambi i poli ospadalieri».

Chiaramente si tratta di un’ipotesi su cui discutere e , in caso di via libera - precisano i medici - saranno indispensabili tavoli tecnici. Certo, una cosa emerge con evidenza: nessun ospedale e nessuna città ci rimette. In un equilibrio che con il nuovo nosocomio dovrà essere ridiscusso.(c.s.)

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