Il dolore
L’Asl si ritira dall’ospedale pediatrico
Adesso tutti i dipendenti potranno essere assorbiti dalla fondazione Monasterio. Ma c’è chi vuole rimanere in azienda
MASSA. Per chi all’ombra della Apuane è nato e cresciuto, l’Opa è il simbolo delle eccellenze su cui questo territorio può contare e che questo territorio può esprimere. Anche se l’ospedale pediatrico, quello che salva la vita a tanti bambini, è un gioiello, non massese, ma toscano. E oggi più che mai lo riscopre chi in quell’ospedale lavora e si trova a fare i conti con una piccola rivoluzione: decidere se rimanere alle dipendenze dell’Asl - come è stato fino ad ora - o passare a quelle di chi gestisce l’Opa.
Il Pasquinucci è ad una svolta. L’ospedale pediatrico apuano, infatti, è affidato alle mani esperte della fondazione Monasterio. Nata con legge regionale nel 2006 e operativa dal 2007, la fondazione opera anche all’interno dell’azienda sanitaria pisana. E fino ad oggi ha avuto pochissimi dipendenti. A garantire i servizi sanitari, dal primariato all’assistenza in sala operatoria, era l’Asl. E nel caso dell’Opa - chiaramente - l’Asl 1. Tradotto: quasi 200 dipendenti, assunti dall’azienda, “comandati” come si dice in linguaggio sindacale, al pediatrico. E si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di figure di grande professionalità e specializzazione.
Adesso per loro le cose cambiano perchè sono cambiate per la fondazione. Non è più un soggetto di diritto privato, dal 1° gennaio è diventata soggetto di diritto pubblico, in grado di avere i propri dipendenti e - aspetto centrale nella vicenda - di assumerli secondo i contratti collettivi nazionali previsti per il comparto sanità. Per essere il più semplici possibili: la fondazione può funzionare come una piccola azienda sanitaria, con il suo organigramma, i suoi dipendenti e la sua gestione della struttura.
La lettera ai dipendenti. Così nei giorni scorsi chi lavora al pediatrico Pasquinucci, ma è stato assunto dall’Asl, si è visto recapitare una lettera. Adesso possono diventare dipendenti della fondazione , con le massime garanzie, in base ad accordi definiti al tavolo sindacale. Ma chi vuole, può rimanere in Asl, per decidere ha tempo fino al 31 dicembre. Dopodichè passerà alla fondazione, con il diritto a ripensarci nei successivi 18 mesi. I lavoratori sono comunque invitati a comunicare le loro intenzioni entro il prossimo 31 marzo « ai fini di consentire il trasferimento di un primo contingente di personale». E qui arriva il nodo.
Il tema della scelta. In effetti la fondazione come soggetto di diritto privato è un obbiettivo raggiunto: massime garanzie ai futuri dipendenti. E un accordo siglato già nel 2010 tra Asl, Regione, sindacati. Accordo poi accolto da una delibera regionale. Ma i problemi sorgono - o almeno questo è il timore - per chi volesse rimanere in Asl . Si chiede - e comprensibilmente - se l’azienda sarebbe in grado - con i tempi che corrono e con il buco con cui è costretta a fare i conti - di riassorbire decine di lavoratori. Il rischio potrebbe essere la mobilità. E non è finita qui.
Un nuovo Opa? Altro tema centrale è come si riorganizzerà la fondazione. Luigi Donato che l’ha presieduta, quando era soggetto di diritto privato, adesso ne è commissario. La fondazione dovrà, infatti, dotarsi di una struttura e ci sarà una necessaria fase di riassetto e di transizione. Anche se le posizioni contrattauali sono tutte garantite. È la stessa opinione pubblica ad avere timori perchè se l’Opa è toscano i massesi lo sentono come un pezzetto della loro identità a cui non sono più disposti a rinunciare. Lo stesso Donato e i sindacati, però, rassicurano i lavoratori.
«Abbiamo fatto ciò che prevede la legge - spiega Donato - e i dipendenti Asl hanno pieno diritto di esercitare l’opzione». Laura Lucchesi della Cisl, da parte sua, assicura che «esiste un accordo, i lavoratori saranno garantiti come in Asl e i sindacati vigileranno perchè sia seguito il percorso intrapreso e condiviso. Gli incontri con i lavoratori - continua - dal 1° aprile permetteranno di dissipare dubbi».
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