Sicurezza
L’allarme rosso era partito dalla prefettura nel 2010
MASSA. Il meccanismo utilizzato dagli ideatori della truffa consisteva semplicemente nell'inserimento dei dati del lavoratore clandestino e del datore di lavoro compiacente nel sito governativo del...
MASSA. Il meccanismo utilizzato dagli ideatori della truffa consisteva semplicemente nell'inserimento dei dati del lavoratore clandestino e del datore di lavoro compiacente nel sito governativo del ministero dell'Interno. I1 sistema emetteva una ricevuta che permetteva ai clandestini di soggiornare temporaneamente in Italia fino alla regolarizzazione definitiva e, contemporaneamente, utilizzata dagli indagati per estorcere il denaro rassicurando gli aspiranti lavoratori circa il versamento dei contributivi previdenziali e assicurativi dovuti.
L'attività di intelligence attraverso una laboriosa e complessa ricerca dell’internet protocol presenti su ogni ricevuta rilasciata ai 130 truffati, di individuare in tempi rapidi la postazione utilizzata dagli autori dei reati di truffa e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre a permettere l'individuazione di ben 19 persone coinvolte a vario titolo nella maxi truffa.
I capi dell’organizzazione dalla loro postazione Internet inserivano le false richieste, avvalendosi quindi, anche di pseudo datori di lavoro, che fingevano di voler assumere definitivamente i clandestini oltre a alcuni intermediari correi. Ulteriori operazioni di polizia giudiziaria hanno consentito - attraverso perquisizioni domiciliari a carico degli autori della maxi truffa - il successivo sequestro di documenti di lavoro.
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