Finanza
Abusivismo, i Comuni pronti a demolire
Sia il sindaco Pucci sia il sindaco Buffoni si mettono a disposizione della procura: «Le sentenze devono essere eseguite»
MASSA. Come hanno preso l’intervento del procuratore capo aldo Giubilaro le amministrazioni comunali interessate alle demolizioni degli edifici abusivi? La risposta più sincera arriva dal sindaco di Montignoso, Narciso Buffoni: «E come volete che l’abbiamo presa - dice -. Secondo voi può un primo cittadino dire che è favorevole all’abusivismo. È chiaro che siamo d’accordo con Giubilaro, ma il miglior commento da fare è non commentare tanto è evidente da che parte sta la ragione. Poi, entrando nel merito, posso dire che se il mio Comune è tra quelli interessati alle demolizioni già passate in giudicato da eseguire nel più breve tempo possibile lo faremo. Dobbiamo acquisire gli atti. Ma non vedo alcun problema. Se c’è la sentenza si esegue punto e basta».
Ma Buffoni guarda oltre: «Il problema dell’abusivismo esiste, ma è vero che molti abusi sono stati condonati . Quello che possiamo fare io e la mia amministrazione è stare attenti per il domani. È vero che dobbiamo demolire quello che è stato costruito nel passato, ma è altrettanto vero che dobbiamo impedire che vengano costruiti altri manufatti senza autorizzazione. Altrimenti è inutile demolire l’esistente, il rischio per il territorio resterebbe tale e quale».
Il sindaco di Massa Roberto Pucci e l’assessore all’edilizia Martina Nardi invece aspettano la convocazione della procura generale di Firenze: «Noi la prima parte delle demolizioni di edifici con sentenza passata in giudicato le abbiamo già portare a termine. Poi ci è stato detto di attendere nuovi ordini per stilare una sorta di protocollo comune provinciale. Ed è quello che stiamo attendendo. Ma è evidente che intendiamo rispettare gli impegni, visto che comunque si tratta di sentenze. E quindi devono essere soltanto eseguite e non commentate».
L’assessore Nardi era intervenuta nei giorni scorsi sul problema abusivismo, prima ancora dell’annuncio del procuratore capo Giubilaro, fotografando la situazione massese.
«Sono una ventina gli immobili acquisiti al patrimonio comunale. Sarà il consiglio comunale a valutare caso per caso. È ovvio che non potrà esserci una ricetta uguale per tutti, si valuterà situazione per situazione. In alcuni casi se sarà possibile le case diventeranno di proprietà del Comune e serviranno per creare spazi pubblici, in altri bisognerà abbattere i manufatti. Non è semplice dire esattamente cosa accadrà proprio perché esistono diverse tipologie di abuso. C’è chi ha dovuto realizzare una stanza in più perché la famiglia è cresciuta, oppure chi ha realizzato un piano per riunire due famiglie. Sarà il consiglio comunale a dire la parola definitiva».
C’è poi una seconda tipologia di immobili abusivi che rischiano di venire abbattuti. Sono quelli interessati da un provvedimento amministrativo che non è stato impugnato dai proprietari.
Ma in questo caso la procedura è differente, anche se bisognerà stabilire delle linee guida ugualmente. Entro la fine del mese comunque verrà fatta chiarezza sulla lotta all’abusivismo.
Di certo, pare di capire, sarà posta molta attenzione sugli abusi fatti in zone a rischio idraulico o idrogeologico. Alluvioni e frane insegnano. O dovrebbero.
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