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Polemica a Zeri, scuse della Curia

Polemica a Zeri, scuse della Curia

Il parroco don Cò si era lamentato per l’arrivo del Genio nella chiesa di Rossano

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ZERI. L’ufficio beni culturali della Diocesi interviene sulla polemica sorta a Rossano dopo l’intervento del parrocco don Beppino Cò che si era lamentato dell’intervento dei tecnici del Genio civile dopo la scossa di terremoto avvenuta nello scorso gennaio.

«Con dispiacere - scrive don Luca Franceschini, direttore ufficio beni culturali - si è appreso del fraintendimento che si è creato tra un nostro parroco e gli uffici del Genio civile. La Diocesi, a seguito del sisma che ha danneggiato in modo più o meno grave cinquanta edifici di culto, si è attivata per la normale collaborazione che in questi casi avviene con le istituzioni e con le parrocchie. Dai Comuni, dai vigili del fuoco, dalla Protezione civile, dal Genio civile e della Soprintendenza, la Diocesi ha avuto una buona risposta e non si può che elogiare l’impegno, in particolare proprio da parte dei tecnici del Genio civile, che in poco tempo hanno messo in atto sopralluoghi agli edifici che la Diocesi ha segnalato, compreso, tra questi, la chiesa parrocchiale di Rossano. I tecnici hanno fornito il loro parere e suggerito ai sindaci le decisioni da assumere in ordine al bene di tutti, sia per l’incolumità delle persone che per la tutela degli edifici di valore artistico. Evidentemente da parte del parroco c’è stato qualche fraintendimento, poiché i tecnici si sono recati nella sua parrocchia su invito della Diocesi e sono entrati guidati dalle persone preposte alla custodia della chiesa, nonché accompagnati da un tecnico di fiducia della Curia. I parroci erano stati avvertiti tramite mail e attraverso i vicari foranei sia dei sopralluoghi che delle procedure da tenere; evidentemente a Zeri le notizie non sono arrivate in modo chiaro e si è creato un malumore forse manifestato con eccessivo zelo. Il nostro primo impegno è infatti quello del bene delle persone, il che non sta sicuramente nel radunarsi in una chiesa dove sia in pericolo la loro incolumità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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