Il Tirreno

Muore Santi, padre della Quintana

Muore Santi, padre della Quintana

Medico, socialista (fu assessore negli anni Novanta), uomo di cultura, fondò l’associazione Ducato di Massa

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MASSA. Pier Paolo Santi è morto ieri sera attorno alle 19,30 nella sua abitazione di San Carlo. A ucciderlo un malore improvviso, che non gli ha dato scampo.

Aveva 88 anni, lascia la moglie Mara, nota insegnate di Italiano nelle scuole medie; il figlio Carlo, cardiochirurgo che lavora a Milano, i nipoti Pier Paolo, Amina e Luisa.

Medico, cardiologo, appassionato di politica, uomo di cultura, amministratore, ma anche partigiano e, in età più avanzata “promoter” culturale e di storia con la associazione Il Ducato di Massa. E con essa, la Quintana Cybea, rievocazione storico-medioevale. Il dottor Santi è stato tutte queste cose insieme. Nella sua lunga vita si è impegnato a fondo in mille attività diverse. Sempre con grande passione, dedizione, serietà.

Medico specializzato in cardiologia e pediatria, collaborò con l’ospedale di Parma, poi divenne direttore della colonia Parmense, alla Partaccia, una colonia che ospitava bambini con malattie cardio-reumatiche. Lui cardiologo e pediatra aveva le specializzazioni giuste. Ma è stato soprattutto medico di famiglia di generazioni di massesi.

Prima ancora, giovanissimo Santi entrò, nell’ultima fase della guerra, nella Resistenza. Fece parte delle Brigate partigiane e partecipò alla guerra contro il nazifascismo sui monti apuani. Un periodo non lungo e tuttavia importante, che contribuì alla sua formazione civile e politica.

Negli anni successivi, dopo aver completato gli studi in Medicina, si iscrisse al Psi. Assessore alla Cultura sotto il sindaco Umberto Barbaresi nel quinquennio 1980-85, fu riconfermato nella successiva legislatura dal sindaco Sauro Panesi. Fu anche candidato sindaco per i socialisti. Per anni è stato dirigente comunale e provinciale del Psi. La sua appartenenza al partito, tuttavia, nulla tolse alla sua indipendenza di pensiero. Sulla Farmoplant, ad esempio, si schierò decisamente per la chiusura della fabbrica, contro la linea del suo partito.

Fu durante il periodo come assessore che promosse la nascita del Ducato di Massa, di cui poi divenne presidente, incarico che ha lasciato soltanto pochi mesi fa. L’associazione è stata ed è tuttora un motore di cultura e spettacolo storico-folkloristico.

Il sindaco Roberto Pucci lo ricorda con commozione. «Perdo un caro amico. E penso che la città intera abbia perso una figura importante. Santi ha amato molto Massa; sempre attivo e attento ai problemi della città, con la voglia di farla crescere. Ha sempre dimostrato grande sensibilità per la cultura e ruolo della storia anche locale, che ha sempre ritenuto momento di crescita e promozione. Senza dimenticare il suo impegno anche nella valorizzazione della storia della Resistenza».

«Un personaggio di grande spessore culturale e umano. E una mente libera», lo saluta invece Luigi Badiali, che gli è succeduto alla guida del Ducato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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