Il Tirreno

Lite sugli stipendi, azienda licenzia tutti

di Claudio Figaia
Lite sugli stipendi, azienda licenzia tutti

La Aldo Celi Marmi manda a casa sei operai, Fillea Cgil accusa: è una ritorsione contro le nostre rivendicazioni

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MASSA. Sei operai senza lavoro. La Aldo Celi Marmi, piccola ma fino a ieri solida azienda con sede in via Dorsale, ha licenziato quasi tutto il suo personale: sei persone su sette. E ha, in sostanza, cessato ogni attività.

«Una ritorsione, la Celi ha mandato le lettere di licenziamento dopo che i lavoratori, stanchi di mesi, anni, di pagamenti degli stipendi in ritardo, di quattordicesime non corrisposte, hanno deciso di percorrere le vie legali per ottenere le loro retribuzioni». Così Roberto Venturini, segretario della Fillea Cgil spiega la decisione dell’azienda di lasciare senza lavoro i suoi dipendenti.

Ma dagli uffici della società arriva un’altra versione. Ed è Florio Celi, padre del titolare Aldo e a sua volta imprenditore del marmo da quasi mezzo secolo, a contestare le tesi di Cgil. «Non potevamo fare altrimenti: l’ingiunzione di pagamento avviata dopo l’azione legale degli operai ci ha messo in crisi. Niente più commesse dalla Sagevan presso cui è stato bloccato il nostro credito, rubinetti chiusi dalle banche. Tutto per due stipendi in ritardo. La verità è che il sindacato ci ha dato una mazzata e che i lavoratori sono stati mal consigliati da esso».

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