Il Tirreno

Erosione, la Provincia dà “gli ordini” alla ditta

di Chiara Sillicani

Il direttore dei lavori: in base ai rilievi abbiamo indicato gli interventi da fare Ma potrebbe essere un’estate triste: il ripascimento rischia comunque di saltare

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MASSA. Potrebbe essere davvero un’estate dura, la più dura degli ultimi anni: interventi sui geotubi ancora da ultimare e, quindi, neanche un granello di sabbia sul litorale. Del resto gli stessi balneari si sono dichiarati più volte disponibili al sacrificio: vale la pena tirare la cinghia in questo 2012- in sintesi il messaggio - contando nella soluzione definitiva del problema. Lo ribadiscono a chiare lettere Maurizio Ragaglini e Stefano Gazzoli, presidente e vicepresidente dell’associazione Riviera apuana: «Terremo duro, la sabbia deve arrivare sul litorale quando tutti gli interventi saranno ultimati». Vero, però, che perdere le speranze, per la prossima stagione, ancora è prematuro: i lavori sul litorale dovrebbero riprendere a breve. Questione di giorni e gli operai dovrebbero tornare sul mare per superare quelle che tecnici e politici hanno ribattezzato come “criticità”. Tradotto: tutto ciò che non va e a cui la stessa Regione ha chiesto di porre rimedio.

La relazione stesa da Enzo Pranzini, professore dell’università di Pisa, è sulle scrivanie di Palazzo ducale. «È in base a quella - puntualizza Osvaldo Angeli, presidente della Provincia - che verrà assunta qualsiasi decisione». Tecnici e ingegneri il documento se lo sono già studiato nel dettaglio e già hanno stilato la lista di tutto ciò che le imprese dovranno fare per risolvere problemi e difficoltà. Stefano Michela è il direttore dei lavori, è lui a spiegare che «in base ai rilievi fatti dall’università, è stato steso un ordine di servizio per la ditta». Termine tecnico per indicare l’elenco «di ciò che deve essere fatto». E lo stesso ingegner Michela spiega a cosa si riferisce: «Abbiamo indicato le priorità». E ne elenca alcune: «La scogliera nella vasca del Frigido. E - aggiunge - quella nella vasca denominata cella 3 (all’altezza stabilimento Pupa e Mocambo), lì sono state fatte opere di regolarizzazione, la barriera deve essere ripristinata. Poi - e si riferisce forse all’aspetto nodale - nell’ordine di servizio abbiamo indicato anche gli interventi di sistemazione dei setti». Vale a dire: tutto ciò che deve essere realizzato perchè i geotubi, dal primo all’ultimo, siano collocati a dovere e perfettamente funzionanti. Bene, adesso la domanda delle domande : ma quanto tempo servirà? Siamo a metà marzo e il 1° aprile i cugini versiliesi sfilano ombrelloni e sdraio dalle cabine. «L’ordine di servizio è stato consegnato il 7 marzo, noi un’idea dei tempi l’abbiamo - ammette Stefano Michela - ma molto dipende dalle condizioni meteo e dai mezzi che la ditta deciderà di impiegare per la realizzazione degli interventi». Alla questione tempi, del resto, è legato a doppio filo il tema del ripascimento. Esplica il concetto lo stesso direttore dei lavori: «Se i ripristini dovessero durare un mese, beh, allora potrebbe iniziare a ripascere, se, invece, i tempi fossero più lunghi, allora dovremo valutare».

C’è, in realtà, anche un’ipotesi C: correzioni in ogni vasca, controlli sui geotubi che la delimitano e, se tutto è ok, ecco arrivare la sabbia. Un ripascimento step by step e solo di fronte alla certezza che ciascun setto sia perfettamente operativo. Rimane aperta chiaramente l’altra partita, quella dell’urgenza: Gazzoli e Ragaglini ribadiscono che Ronchi va salvato per consentire agli stabilimenti di affrontare la stagione. Insomma, comunque vada da quella parti la sabbia deve arrivare. Altrimenti il rischio sono gli ombrelloni chiusi.

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