Il Tirreno

«Demolite tutti gli abusi» A rischio decine di case

«Demolite tutti gli abusi» A rischio decine di case

Dopo una lettera del procuratore Giubilaro, scovati gli immobili fantasma Ai proprietari annunciato l’abbattimento e richiesto il pagamento dell’affitto

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MASSA. La lettera del procuratore capo Aldo Giubilaro non lascia spazio alle interpretazioni: risolvere il problema dell’abusivismo per rendere sicuro il territorio. E infatti in Comune non l’hanno interpretata, stanno seguendo le indicazioni. Venti gli immobili già acquisiti (il cui destino verrà deciso nei prossimi mesi), più del doppio quelli che potrebbero subire la stessa sorte. Intanto i proprietari dei venti immobili già acquisiti in queste settimane si sono visti arrivare le richieste di pagamento di affitto per una casa che era loro e adesso non lo è più. Non solo, dovranno pagare anche cinque anni di arretrati (non si può andare oltre). Per qualcuno si parla di cifre che sfiorano i 20.000 euro.

In questa situazione, si trovano le famiglie Guadagnucci. Otto persone che si erano costruite due piccole villette in un terreno agricolo: «Ma siamo in mezzo a decine di case regolari e ci hanno attaccato sia le fognature che la rete elettrica - racconta la signora Emanuela -. Purtroppo mio suocero si è sentito male e non ha regolarizzato gli immobili con il condono. Adesso paghiamo duecento euro al mese e in più ne dobbiamo dodicimila di arretrati». Le famiglie Guadagnucci hanno fatto ricorso al Tar: «Non abbiamo alternative - continua la donna -. Ci hanno detto che o acquiscono le nostre abitazioni oppure le demoliscono. Dopo una vita di sacrifici ci troviamo in mezzo a una strada».

Il problema è che l’abusivismo è davvero a livelli preoccupanti a Massa e dintorni. Tanto che il procuratore capo Giubilaro si è trovato costretto a scrivere una lettera per chiedere una soluzione della questione. Partendo da alcune zone che rischiano di diventare un vero e proprio problema. Nei pressi dei cimiteri la distanza minima da rispettare per costruire è 150 metri e non tutti la rispettano. Che si fa, si butta giù tutto? Secondo il Comune no. Anche perché quasi sempre sono i camposanti ad essersi allargati negli anni. E quindi quello che dieci anni fa erano in regola adesso non lo è più.

Ma non finisce qui: chi ha realizzato ampliamenti abusivi potrebbe vedersi arrivare delle richieste di sanatoria con cifre astronomiche se non si potrà demolire quello realizzato senza autorizzazione per motivi di stabilità.

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