Il Tirreno

Aiuti alla famiglia dell’operaio morto

di Cinzia Carpita
Aiuti alla famiglia dell’operaio morto

Per il romeno vittima dell’infortunio al cantiere, iniziative di solidarietà di Navisaldmec, Cismar e dei lavoratori Nca

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CARRARA. La morte di Haralai Mongiu di 42 anni, l’operaio romeno che si era gravemente infortunato cadendo il 29 febbraio scorso da una scala dentro la nave in costruzione al cantiere Nca, ha destato molto dolore fra i lavoratori del cantiere e nella ditta Cismar (con sede amministrativa in viale Galilei e sede operativa in via Pontremoli) in società d’impresa con la ditta Navisaldmec in Romania, di cui l’operaio era diretto dipendente.

L’autopsia. I familiari dell’operaio erano favorevoli alla donazione di organi, ma il magistrato non ha autorizzato l’espianto in quanto ha disposto l’autopsia, per poter chiarire meglio gli aspetti dell’infortunio, che pare non abbia avuto testimoni. I compagni di lavoro di Mongiu lo hanno trovato esanime. La prima ipotesi sull’accaduto, è che sia caduto accidentalmente da una scala, per circa tre metri, battendo poi la testa.

Il magistrato, dottor Bertoni della Procura di Massa, ha disposto l’autopsia all’obitorio di Pisa. Dopodiché rilascerà il nulla osta per la salma. Tecnicamente c’è un fascicolo aperto, al momento, per omicidio colposo, ma a carico di nessuno. Il magistrato intende accertare se si è trattato di un incidente senza responsabilità attribuibili a terzi.

Nei giorni scorsi, all’ospedale di Pisa dove l’operaio era stato ricoverato in rianimazione, in gravissime condizioni, era stata valutata dai medici la possibilità di un’operazione, ma il quadro clinico si è aggravato ulteriormente e l’operaio non ce l’ha fatta. E’ sopraggiunta la morte cerebrale.

Gli aiuti alla famiglia. La tragica notizia si è diffusa localmente, accrescendo il sentimento di solidarietà verso la famiglia: Mongiù, che risiedeva alla Spezia, lascia la moglie e una figlioletta di due anni e mezzo che vivono in Romania. La moglie, appena saputo dell’infortunio era arrivata nel nostro Paese per stare vicina al marito. E ora lo piange e attende il momento, appena ci saranno le autorizzazioni per il rimpatrio della salma, di poterlo riportare al suo paese, vicino a Costanza, dove verrà sepolto.«In settimana – ha detto il titolare della Cismar, Massimiliano Federici di 44 anni – faremo un’iniziativa per dedicare una giornata di lavoro alla famiglia di Mongiu.Oltre ai nostri dipendenti vorremmo coinvolgere anche i lavoratori del cantiere Nca e delle ditte esterne che vi operano. Morire cadendo da una scala di tre metri è inconcepibile, impressionante. L’ho visto mentre lo portavano via. Era una brava persona e un lavoratore. Fra noi e i lavoratori romeni c’è ormai grande integrazione».

Il datore di lavoro. In Romania, il padre di Federici, Ettore, è titolare della Navisaldmec: «Siamo vicini alla famiglia. – di ce al telefono – Abbiamo aiutato la moglie dell’operaio ad arrivare in Italia, l’aiuteremo per i funerali, copriremo tutte le spese per il trasferimento della bara in aereo a Bucarest o a Costanza, e per il viaggio fino al paese di Mongiu. La famiglia, in Romania, avrà poi una pensione, secondo le leggi del Pese». Parla dell’operaio: «Lavorava da poco con noi, e da un mese dentro il cantiere Nca. Siamo tutti addolorati».

Mobilitazione dei lavoratori Nca. Le Rsu del cantiere esprimono il loro cordoglio alla famiglia dell’operaio e «la piena disponibilità ad un sostegno di ogni genere». Domani decideranno le modalità per «avviare immediatamente una raccolta di fondi da devolvere ai familiari». Ieri e oggi niente straordinari in cantiere delle ditte “satelliti”.

Il consigliere provinciale socialista Gianni Belletti sottolinea l’importanza dei corsi di formazione professionale «sempre portati avanti dall’amministrazione provinciale». Stamani l’Idv in occasione della già annunciata iniziativa ai Ponti di Vara dedicherà un pensiero anche a questa vittima del lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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