Il dolore
Vecchi pini abbattuti, scoppia la polemica contro la Provincia
Pd, Pdl e Sel vogliono saperne di più sul diradamento Borghini: ambiente costiero completamente modificato
MASSA. Non sempre maggioranza e opposizione sono su binari paralleli. Ci sono temi su cui - a quanto pare - le divergenze diventano secondarie. Sicuramente lo è il tema ambientale visto che dal Pd al Pdl, passando per Sel, c’è chi punta il dito contro il taglio degli alberi in un ampio terreno lungo via Verdi.
Il primo a notare i tronchi recisi è stato Brunello Pucci, esponente del Pd. Dai Democratici al Popolo della Libertà: Stefano Benedetti (Pdl, appunto) solleva la questione anche in consiglio comunale, sottolineando che il fatto che «siano stati ripiantumati nuovi alberi poco conta». Adesso fa sentire la sua voce anche Sel: Bruno Borghini scrive al sindaco. Si chiede preoccupato «cosa stia accadendo alla nostra Marina» in questi giorni e invita il primo cittadino a saperne di più. Le autorizzazioni al taglio - che ci sono - arrivano, infatti, dalla Provincia. Lo stesso Domenico Ceccotti, assessore all'agricoltura e alle foreste, a Palazzo ducale, interpellato, chiariva che «i lavori sono stati autorizzati. I proprietari hanno chiesto di poter tagliare alcuni pini pericolanti e di procedere al diradamento centrale. L'autorizzazione è stata concessa, ma la Provincia si è tutelata chiedendo una fideiussione». Ai privati, infatti, - come ribadiva l'assessore - è stato chiesto di «ripiantare pini e lecci e di seguirne la crescita per 5 anni».
Bene, adesso la richiesta dei consiglieri riguarda la natura e le motivazioni delle autorizzazioni concesse: «Chiedo - scrive Borghini - se i lavori abbiano i crismi della legalità. Se così non fosse, ma anche nel caso fossero stati rilasciati dei permessi, sarebbe necessario capire da parte di chi è avvenuta la concessione e quali limiti operativi erano stati fissati e in ogni caso è altrettanto indispensabile che gli enti verifichino che quanto è stato fatto sia rispondente a quanto concesso». Perchè per il consigliere si tratta di «un taglio indiscriminato: si eliminano tutti i vecchi pini marittimi. Non sembrerebbero plausibili elementi come la cattiva salute delle piante o la loro vetustà a richiedere l’abbattimento che ha modificato completamente, in quella zona, l'ambiente di costa. Paradossale appare poi che, dopo aver abbattuto piante più che decennali - continua - si mettano a dimora degli alberelli di pino e dei piccoli lecci seguendo la geometria degli uomini e collocandoli in fila ordinata a circa 3 metri di distanza, esattamente l'opposto di come fa la natura che,non conoscendo la geometria, se l'è cavata molto bene offrendoci scenari e paesaggi di incomparabile bellezza».
Non rimane che attendere la risposta della Provincia.
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