Il Tirreno

«Sono stato io», l’auto-accusa al Tg3

«Sono stato io», l’auto-accusa al Tg3

Cautela del procuratore capo Aldo Giubilaro: gli accertamenti sono ancora in corso

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MASSA. «Ad appiccare il fuoco al Lido del finanziere, tutte e due le volte, sono stato io, perché la Guardia di Finanza mi perseguita». Giuseppe Renato Rocchetti confessa così, davanti alla telecamera del Tg3, di essere l’autore del doppio attentato allo stabilimento balneare delle Fiamme gialle dei Ronchi.

Il giovane uomo, ex investigatore privato ora disoccupato, era in cima alla lista dei sospettati delle forze dell’ordine. Poche ore dopo il primo incendio (la sera del 20 gennaio scorso) era stato fermato. E così mercoledì sera: gli uomini della Gdf avevano fatto visita alla sua abitazione dopo l’incendio. «Nessuno ha mai perseguitato qualcuno», fanno sapere in via informale le Fiamme gialle in risposta alle affermazioni dell’uomo.

Ma si tratta di una confessione autentica o di parole di un mitomane? Al termine dell’interrogatorio di ieri pomeriggio, i dubbi residui sono pochi: il racconto del giovane uomo e le prove raccolte dagli inquirenti combaciano e inducono a pensare che si tratti di una auto-accusa veritiera.

Il procuratore capo Aldo Giubilaro, che fin dall’inizio ha seguito le indagini, è però prudente: «L’inchiesta non può dirsi conclusa, non possiamo prendere le parole del giovane come oro colato, dobbiamo completare tute le verifiche ed escludere definitivamente che si tratti di un mitomane».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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