Il Tirreno

L’Accademia si fa la gipsoteca in casa

di Alessandra Vivoli
L’Accademia si fa la gipsoteca in casa

Il maxi progetto lanciato dal presidente Caffaz: sul tetto di Palazzo del Principe la sede definitiva che ospiterà tutti i gessi

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CARRARA. Una gipsoteca di cristallo, sospesa sul tetto dell’Accademia: dentro un percorso high tech per ammirare i duecento gioelli dell’Istituto di Belle Arti. Poi un cubo semitrasparente, a lato di Palazzo del principe: i gessi in questo caso si intravedono, anche solo passando dalla strada.

E, infine, un museo sotterraneo, scavato sotto il cortile dell’accademia, destinato ad accogliere i fragili tesori di Canova, Bartolini e Tenerani.

Sono queste alcune delle proposte (in tutto quattordici) che arrivano dalla Germania, Università di Darmstadt, per la nuova gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti. La sinergia è nata un anno fa, durante una visita a Carrara dell’ex studente dell’istituto di Belle Arti, Ariel Auslender, ora professore di scultura alla facoltà di architettura tedesca, e alcuni studenti. In un incontro formale, con il presidente Simone Caffaz e il vice direttore Marco Baudinelli, era nata l’idea di progettare una gipsoteca, proprio in Accademia. E da qui, subito dopo, un tema di tesi che hanno scelto ben 14 neo laureandi.

Il risultato è una bella pubblicazione con foto, rendering e plastici: tutto materiale che, in estate, diventerà materiale per una mostra che verrà ospitata proprio in Accademia.

Ma, e questa è la vera novità, alcuni dei progetti potrebbero non rimanere solo sulla carta. Accontonato il progetto dell’asse della cultura classica in centro (Palazzo del Pirincipe, Palazzo Binelli e il centro di Arti Plastiche a San Francesco, destinato quest’ultimo a ospitare invece le opere delle ultime Biennali di scultura) l’Accademia sta pensando a crearsi, da sola, e in casa propria, un luogo dove conservare i suoi gessi.

«Il problema sul dove sistemare la nostra preziosissima collezione rimane - spiega il presidente dell’Istituto di Belle Arti Simone Caffaz - Per il momento non è stato risolto: i progetti degli studenti tedeschi, oltre ad aver dimostrato la grande attenzione anche da fuori Italia per i nostri gessi, ci ha anche stimolato a pensare ad un’eventuale soluzione per creare una gipsoteca in Accademia, magari sfruttando il tetto calpestabile di Palazzo del Principe».

Un progetto ambizioso, che creerebbe un polo museale nuovo, e di grande attrattiva proprio nel centro cittadino.

E proprio in questa iniziativa l’Accademia si propone di coinvolgere la città intera: dagli imprenditori alle associazioni, tanti partner cercansi per dare a Carrara una nuova eccellenza.

«La nostra collezione di gessi è una delle più importanti al mondo - sottolinea il presidente Caffaz - e abbiamo intenzione di restituirla, e renderla fruibile alla città, e non solo. Per questo negli ultimi due anni abbiamo restaurato, come Accademia, una cinquantina di gessi e una parte è stata restituita alla città: attraverso la mostra “Apres Canova” e, a partire dal prossimo maggio, con l’altra esposizione, questa volta a Palazzo del Principe, “Il tempo di Elisa”. Adesso lo sforzo sarà a fare ancora qualcosa di più e creare una sede fissa, all’interno del nostro istituto, per accogliere i nostri 200 gessi». E sul progetto gipsoteca l’Accademia comincerà a lavorare subito dopo aver messo in mostra, ancora una volta, alcuni dei suoi gessi più belli, annunciando anche una nuova e preziosa collaborazione, quella con il museo di Possagno, città natale di Canova. Un matrimonio importante nel segno della scultura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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