Il Tirreno

tribunale

Tre anni e sei mesi a un giovane

Era accusato di maltrattamenti ed estorsione ai danni della madre

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CARRARA. Era accusato di maltrattamenti e di estorsione nei confronti della mamma e della sorella. Una vicenda familiare dolorosa, che ha visto sul banco degli imputati un giovane, che ieri in tribunale è stato condannato dal giudice Ferri a 3 anni e sei mesi di reclusione. Il piemme ne aveva chiesti sei più una multa.

Il giovane avrebbe anche minacciato il suicidio per avere soldi creando, (con una sorta di ricatto morale) con il suo comportamento, nella madre una condizione di grande angoscia.

La donna alla fine si era rivolta alle forze dell’ordine e la vicenda è finita in tribunale.

Ieri sono state sentite in aula la mamma e la sorella. Infine c’è stato l’esame dell’imputato.Il legale dell’imputato, avvocato Franca Attinà , ha sostenuto che nella condotta del suo assistito nei confronti della madre, non ci sono state minacce materiali, ma maltrattamenti in forma attenuata. E che non c’è stata estorsione. Solo prestiti dati malvolentieri, non estorti.

Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche e comminato la pena di tre anni e sei mesi.

Un altro processo ieri ha riguardato il caso di un uomo difeso dall’avvocato Vanni Cecchinelli accusato di non corrispondere da anni le somme a favore di due figlie (una attualmente minorenne) stabilite a suo tempo dal giudice durante la causa di separazione coniugale. Sentite in aula l’ex moglie e la figlia maggiore, e la mamma di lui (che ha detto che il figlio non lavora). L’uomo è stato condannato a 6 mesi e 500 euro di multa, pena sospesa. E a un risarcimento danni di 3.600 euro per ciascuna parte civile.

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