Il dolore
Lap dance e prostitute ad Antona Patteggia il gestore del circolo
Il gup ha inflitto 4 anni e otto mesi a Sergio D’Andrè e altrettanti alla sua compagna Ionela Hristea Per altri quattordici imputati l’udienza rinviata a giugno per le eccezioni sollevate dalle difese
MASSA. Hanno patteggiato 4 anni e otto mesi per uno, davanti al gup Ermanno De Mattia, Sergio D’Andrè e la compagna Ionela Hristea, titolari del circolo di antona trasformato in un nighet e finito nel mirino della procura e dei carabinieri per un’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione. La richiesta di rinvio a giudizio riguardava anche altri 14 imputati, ma i loro difensori hanno sollevato eccezioni di competenza territoriale e quindi il gup si è preso tempo per decidere e ha rinviato l’udienza al 13 giugno. Il pm è Rossella Soffio, ma l’indagine era stata condotta, fino alla richiesta dei rinvii a giudizio, dal collega Federico Manotti.
Tutto ruotava attorno al circolo di Antona Le Follie. Un vero e proprio night, dove venivano costrette a esibirsi decine di ragazze provenienti dall'est. Le accuse vanno dallo sfruttamento della prostituzione al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il gup Ermanno De Mattia a giugno dovrà decidere se mandare a processo il massese Ermenegildo Nani, più l'ex presidente della Fenalc di Massa-Carrara e di Lucca e componente del direttivo nazionale della Federazione, Salvatore Di Maio, Georgeta Ghiorghe, Maurizio Bernardini, Michele Terranova, Mario Parrella, Alberto Fallani, Sanzio Badiani e Roberto Bruno.
Le ragazze secondo l'accusa arrivavano in Italia per fare le ballerine di lap dance in una rete di circoli privati, ad Antona e nel resto della Toscana. Tutte avevano un permesso di soggiorno per fini turistici di tre mesi rilasciato regolarmente. In novanta giorni facevano il giro di quattro locali.
Poi se erano brave e particolarmente apprezzate dalla clientela si vedevano rinnovare il visto turistico, altrimenti l'organizzazione le abbandonava al loro destino. La loro bravura veniva valutata dagli spettacolini privati che si tenevano in piccoli camerini di due metri per due, dove era impossibile non venire a contatto con l'unico spettatore che più che guardare era lì per toccare e andare oltre.
Uno hard show che durava una quindicina di minuti e costava cinquanta euro. Le ballerine venivano scelte in Romania, dove l'organizzazione aveva un paio di osservatori. A valutare l'avvenenza delle ragazze ci pensava una donna romena: Ionela Hristea. Ex entreneuse aveva tanti contatti nel suo paese d'origine e sapeva come muoversi nell'ambiente dei night club.
Le giovani - tutte dai 20 ai 25 anni - sapevano che dovevano andare a lavorare in un circolo a luci rosse, ma non tutte erano a conoscenza che con i clienti dovevano essere particolarmente smaliziate fino al punto di appartarsi. Una volta composta la squadra, Hristea affidava le future lap dancer a un paio di presunti impresari.
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