Il Tirreno

La lunga scia di roghi dolosi senza perché

La lunga scia di roghi dolosi senza perché

A luglio la ErreErre, poi la Conca d’oro, il pub Regina di cuori e il cantiere navale Lp yacht

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MASSA. In pochi mesi una lunga lista di incendi. E per tutti la pista del dolo. Incendi su cui ha puntato gli occhi la procura, guidata da Aldo Giubilaro. A luglio il rogo di ErreErre. Nel capannone bruciarono 150 tonnellate di rifiuti. Il mese successivo toccò al capannone della Sei, azienda di impiantistica e materiali elettrici nell'area Asi, in viale Zaccagna (Comune di Carrara). Gli inquirenti, però, in quell’occasione ipotizzarono "cause accidentali".

Pochi giorni e, sempre nell'area ex Asi, va a fuoco un deposito di camion. C'è ancora un altro precedente avvenuto la scorsa estate che inquieta gli inquirenti: l'incendio che ha devastato una stanza e gli esterni del bar Conca d'oro, uno storico locale a pochi metri da piazza Bad Kissingen. I titolari, e anche le forze dell'ordine, dissero che si trattava di un atto vandalico. Alla luce di quanto avvenuto in via Pisa però anche quell'episodio è stato riletto attentamente. E si è data un’altra spiegazione: atto doloso.

E non è finita: a novembre in fiamme la Casa del popolo a Casette. Anche se, in questo caso, si sospetta un atto di tipo politico o vandalico.

I primi giorni di dicembre incendio appiccato all'ingresso del pub Regina di Cuori a Ronchi. Un paio di settimane più tardi al Vergheto (Forno) va a fuoco la stalla del pastore Evaristo. Tra le fiamme muoiono circa 200 pecore. Fuoco anche al cantiere navale Lp yacht e circa 200mila euro di danni. Il 20 gennaio le fiamme distruggono parte dello stabilimento della Guardia di Finanza, a Ronchi. È troopo per fare finta di nulla, no?

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di Redazione Pisa