Sicurezza
«La Finanza è finita nel mirino perché ha fatto il suo dovere»
Due incendi dolosi in meno di sessanta giorni hanno distrutto lo stabilimento balneare della guardia di finanza. Il comandante provinciale delle fiamme gialle apuane, colonnello Giuseppe
MASSA. Due incendi dolosi in meno di sessanta giorni hanno distrutto lo stabilimento balneare della guardia di finanza. Il comandante provinciale delle fiamme gialle apuane, colonnello Giuseppe Autuori, è amareggiato per l’attacco a lui e ai suoi uomini, ma è sicuro che il piromane, o il mandante del piromane, prima o poi verrà assicurato alla giustizia.
Siete nel mirino per il vostro lavoro, su questo credo che non ci siano dubbi...
«Già. Sopportiamo però con pazienza, mista ad amarezza, questo vile attacco. Reagiremo, anzi, lo stiamo già facendo».
Ma perché proprio la guardia di finanza?
«Il perché credo che vada ricercato nel nostro lavoro quotidiano. Siamo sereni poiché la nostra attività di servizio, svolta nel territorio, è perfettamente in linea con le direttive dell’autorità di governo e la superiore gerarchia».
Evidentemente però a qualcuno il vostro lavoro dà fastidio. Perché?
«Bisogna chiederlo a lui. Noi comunque siamo oltremodo sereni perché la nostra attività ha riscosso e riscuote il plausodegli addetti ai lavori (il colonnello Autuori cita l’autorità giudiziaria, altri organi dello Stato e liberi professionisti), ma anche l’opinione pubblica».
Chi vi ha preso di mira con queste sue azioni vuole impedirvi di fare il vostro dovere: qual è la vostra risposta?
«La nostra risposta è l’unica risposta che possiamo dare. Siamo determinati nel proseguire la nostra azione di servizio e soprattutto siamo determinati ad assicurare quanto prima i responsabili alla giustizia».
Ma un sospetto su chi possa essere il piromane lo avete o per ora l’indagine non ha portato a nulla?
«Visto che il primo incendio è di due mesi fa è chiaro che abbiamo dei sospetti. Forse c’è una pista che privilegiamo, ma non è l’unica perché se non si indaga a 360° poi il rischio è quello di fare un buco nell’acqua e di non ottenere i risultati sperati».
La mano è la stessa della scorsa volta?
«L’incendio è doloso ed è stato appiccato nello stesso modo del precedente. Alla stessa ora, addirittura. Segno che si tratta della stessa persona. Ma non è detto che dietro al piromane, o ai piromani, possa nascondersi un mandante. Stiamo valutando le posizioni di più persone».
Niente bagni per i finanzieri e le loro famiglie quest’estate?
«Stavamo lavorando per sgomberare le aree devastate nel primo rogo e per iniziare il ripristino, vorrà dire che rifaremo tutto lo stabilimento. Posso assicurare che, nonostante qualche ritardo, la stagione balneare dei nostri militari sarà salva. Ma quello che mi preme di più adesso è ringraziare quanti in queste ore ci hanno espresso la loro solidarietà e ci hanno dimostrato la loro vicinanza. Questo affetto ci riempie di orgoglio e ci dà forza per continuare il nostro lavoro come sempre. Certo che l’indagine su questo piromane ci porterà via del tempo e degli uomini, ma ce la faremo».
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