Proteste
Il porto ora punta sull’acciaio
Parte dallo scalo marinello la prima nave caricata con tondini del colosso Feralpi Salò verso l’Algeria
MARINA DI CARRARA. E’ partito il primo carico della Feralpi dal Porto di Marina di Carrara. Le 5mila tonnellate di tondo di acciaio diette in Algeria e destinate alla costruzione e al rifacimento di edifici sono state imbarcate in poco più di 12 ore. Un vero e proprio tempo record che ha permesso alla motonave Padna arrivata in porto alle 7 del mattino di essere pronta già delle 20 della sera.
Quello della Feralpi era un carico ormai atteso. Dopo un po' di corteggiamento e una visita allo scalo, il colosso bresciano dell’acciaio che da anni è il principale cliente della Fermet Group ha finalmente scelto il porto di Marina di Carrara per il carico del suo acciaio diretto in nord Africa. E' solo un primo viaggio a cui però sono legate molte speranze sia da parte dell'azienda italiana leader nel settore siderurgico sia della Porto di Carrara.
«L'idea -spiega Franco Lazzarini direttore generale della Porto -è quella di arrivare a fare con la Feralpi almeno un carico al mese ed entrare in piena competitività con il porto di Chioggia che per adesso è il punto di riferimento sull'Adriatico per il trasporto del siderurgico. Per compensare il calo avuto dai traffici di granito e granulato che dopo il 2006 si sono ridotti rispettivamente del 40% e dell'80% - continua Lazzarini - è necessario aprire anche ad altri settori. Già dal 2009 la Porto si occupa del trasporto del tondino per un'altra ditta bresciana l'AlfaAcciai e solo nel 2011 sono state trasportate 100mila tonnellate con una richiesta in aumento per i 2012. Se anche la Feralpi dovesse confermare le premesse la Porto potrebbe raggiungere un traffico di oltre 200 mila tonnellate l'anno con una conseguente crescita del fatturato e una maggiore sicurezza per i posti di lavoro».
Il porto di Marina di Carrara sia per le maestranze esperte sia per i macchinari all'avanguardia infatti si potrebbe considerare " ideale" per questo tipo di traffici. «La gru del porto, spiega il direttore generale, consente di sollevare merce per un massimo di 200 tonnellate: i tondini vengono caricati a blocchi di 30 tonnellate e quindi in perfetta sicurezza per gli addetti ai lavori e con una riduzione della tempistica. Un giorno in meno di carico, infatti, comporta un giorno in meno di navigazione e quindi minor spese. In più la posizione strategica del porto e la vicinanza all'autostrada lo rendono preferibile anche dal punto di vista logistico».
Insomma la siderurgia potrebbe essere la nuova frontiera per risollevare l'export e un'opportunità per recuperare parte delle perdite. «Ma per passare dalle parole ai fatti - sottolinea sempre Lazzerini - sono necessari anche interventi ben precisi che rendano il porto in grado di accogliere il siderurgico creando piazzali e capannoni coperti che ora non ci sono».
E il riferimento è ovviamente alla vicenda del piazzale città di Massa, che dopo un'attesa di quasi dieci anni attende ora la firma del nuovo commissario governativo Dario Buzzelli per il definitivo via libera ai lavori.
Soddisfatto del primo carico anche il patron della Fermet Alberto Ricciardi. Da lui è partita l'idea di tutta l'operazione che già aveva messo le prime radici durante l'incontro con i vertici del gruppo bresciano l'estate scorsa.
«Il mercato in Italia e anche in molti altri paesi d'Europa - spiega Ricciardi - adesso è fermo, l'unico sbocco al momento è il nord Africa. Il mercato dell'Algeria è in forte crescita e sarà così ancora per altri 10 anni almeno. Questo quindi è il momento di non lasciarsi sfuggire certe occasioni e sfruttare i nuovi canali di sviluppo. La Feralpi ha deciso di puntare sul nostro territorio ed è consapevole delle possibilità che ha da offrire la zona, ma adesso tocca alla politica fare la sua parte. A Massa-Carrara - continua Ricciardi - la burocrazia è ancora troppo lenta e i nostri tempi non coincidono con quelli delle grandi imprese soprattutto del Nord dove è tutto più veloce. C'è bisogno di una mentalità diversa solo così si potrà aprire la possibilità di nuovi investimenti».
Maria Corsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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