La manifestazione
Il Pd: cosa si aspetta a salvare il giudice di pace?
«La norma prevede che il Comune può evitare la chiusura accollandosi le spese ma la scadenza si avvicina e non si è fatto niente: sarebbe un danno gravissimo»
PONTREMOLI. Non solo il destino del tribunale è a rischio, ma anche quello del giudice di pace. Lo ricorda, con un comunicato, il Pd di Pontremoli, che su tutta la complessa questione giustizia pone una serie di interrogativi all’amministrazione comunale. Ricorda innanzitutto il Pd: «Nell'ambito della riforma della geografia giudiziaria, l’11 gennaio scorso è stato pubblicato dal Ministero della Giustizia l'elenco delle 674 sedi degli uffici del Giudice di Pace che sono oggetto di soppressione. Il provvedimento coinvolge l'Ufficio del Giudice di Pace di Pontremoli. La stessa legge delega ha lasciato facoltà agli enti locali di presentare nei sessanta giorni successivi alla pubblicazione dell'elenco formale richiesta al Ministero stesso per mantenere gli uffici, alla condizione di accollarsi tutte le spese occorrenti al funzionamento dell'ufficio».
Il problema è che - sottolinea il Pd - «Ad oggi non risulta che l'Amministrazione Comunale di Pontremoli si sia attivata per inoltrare al Ministero la richiesta per il mantenimento dell'ufficio. In questa fase si comprende come sia stata infelice la scelta del Comune di Pontremoli di non aderire alla Unione dei Comuni, alla quale partecipano tutti gli altri Comuni della Lunigiana, non consentendo un'azione univoca per la salvaguardia del presidio giudiziario di prossimità. Il Pd - si aggiunge - ritiene che il mantenimento della sede pontremolese dell'ufficio giudiziario sia un obiettivo minimale e fondamentale per la salvaguardia dei servizi per la tutela dei diritti dei cittadini del mandamento. Ritiene inoltre che per Pontremoli la perdita del polo aggregativo rappresentato dall'ufficio in questione possa ricadere in modo estremamente negativo sulla città e per il mantenimento di altri servizi pubblici. L'Amministrazione chiarisca quali iniziative concrete abbia adottato, tenuto conto delle sollecitazioni ricevute dall'opposizione, dalle categorie interessate e dalla popolazione». Si ricorda inoltre che «la precedente amministrazione, sorretta dal Pd, proprio nell'ottica del mantenimento e del consolidamento degli uffici, aveva reperito i fondi patrimoniali necessari a consentire l'esecuzione dei lavori di ristrutturazione del palazzo di giustizia, attualmente in corso. Forse è più facile spendere i soldi trovati in cassa che assumere delle scelte responsabili? I cittadini devono aspettarsi nuovamente episodi poco edificanti quali l'azzeramento del Consiglio comunale come per altra nota vicenda del recente passato, per una inutile e sterile protesta rispetto alle decisioni del Governo centrale?».
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