Il Tirreno

IL PUNTO

E adesso rischio ricorsi al Tar e pericolo licenziamenti

MASSA. La questione dell’orario di apertura delle sale giochi (una decina scarsa le attività interessate) non è certo centrale per l’amministrazione. Ha però risvolti delicati . Di tipo politico,...

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MASSA. La questione dell’orario di apertura delle sale giochi (una decina scarsa le attività interessate) non è certo centrale per l’amministrazione. Ha però risvolti delicati . Di tipo politico, come si è visto dall’esito della votazione della sera scorsa, ma anche di carattere giuridico-amministrativo. La ripetizione della votazione concessa dal presidente del consiglio comunale (per consentire ai consiglieri Marchi e Neri di esprimersi) dopo che alla prima consultazione il provvedimento era stato approvato, espone la delibera del consiglio al rischio di un ricorso al Tar da parte degli interessati, cioè dai titolari delle sale da gioco. Non solo, i gestori delle sale potrebbero anche sollevare la questione della disparità di trattamento e, quindi, della lesione del principio della libera concorrenza rispetto ai bar e agli altri locali che ospitano le slot e che sono vincolati a orari meno rigidi rispetto alle sale da gioco.

Un problema rilevato, tra gli altri, dal consigliere del Pdl Stefano Benedetti (che ha votato sì al provvedimento), secondo il quale «sono già stati annunciati licenziamenti nelle sale gioco». Quanto alla lettura politica dell’«inciampo» della maggioranza, Benedetti sostiene che si tratta di un messaggio lanciato da Verdi, Socialisti e Prc per dire “ci siamo anche noi” e rivolto all’Udc che «mentre tutti lavorano sulle alleanze, sta alla finestra e potrebbe essere la sorpresa delle prossime elezioni».

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